Palazzo Montanari, scontro sulla vendita

SABATO 10 APRILE 2021
URBANISTICA. La Soprintendenza vuole che la fruizione resti pubblica

Vanzetto (M5s): «Piano fallito» L’assessore: «Allarme infondato»
E.S.

Palazzo Verità Montanari
La vendita di Palazzo Verità Montanari, il cui valore è stimato tra gli otto e i dieci milioni, è un tassello fondamentale del piano di ristrutturazione e riconversione dell’Arsenale. Con la vendita dello storico palazzo, situato vicino a piazza Cittadella e di proprietà comunale si intende, infatti, finanziare il trasferimento dell’Accademia di belle arti nella corte Ovest dell’ex caserma austriaca. L’antico e prestigioso edificio è ormai inadatto alle esigenze didattiche. E se l’assessore all’urbanistica, Ilaria Segala, assicura che tale operazione sta procedendo, Marta Vanzetto, capogruppo del Movimento 5 stelle, afferma che, al contrario, «è ormai compromessa». Il motivo dell’intoppo? «La Soprintendenza, sull’autorizzazione richiesta dal Comune per la vendita, ha ribadito, con nota del 19 gennaio scorso, che dev’essere garantita la fruizione pubblica del bene. Per cui», tira le conclusioni l’esponente dell’opposizione, «addio ai fondi per l’Arsenale». Marta Vanzetto ricorda che le possibili destinazioni del palazzo, indicate dal Comune sono a «residenziale, commerciale e direzionale». E aggiunge: «Le ipotesi prospettate mirerebbero a vendere il palazzo per realizzarvi un albergo o un centro direzionale, per esempio una banca, e non vorremmo pensare che per far passare l’idea di fruizione pubblica venisse presentata l’ipotesi di allestire una stanza a mostra temporanea o cose simili. Ovviamente», osserva, «nessun privato investirebbe milioni in un palazzo la cui destinazione non fosse chiara». La consigliera pentastellata non lesina critiche all’operato della maggioranza di Palazzo Barbieri: «Questa vicenda affonda definitivamente le promesse e la propaganda del sindaco Sboarina e dell’assessore Segala: non ci sono i fondi per realizzare il sogno di riqualificare l’Arsenale perché i tentativi della maggioranza di fare cassa con altri beni pubblici, rendendoli alberghi o banche, vengono rispediti al mittente dalla Soprintendenza». Un attacco che l’assessore Segala respinge al mittente. «Chiariamo un punto essenziale», esclama, «inizialmente il palazzo avrebbe potuto avere una destinazione alberghiera, ma si è deciso di escluderla, privilegiando altre funzioni: residenziale, direzionale o commerciale, proprio perché», ribatte a Vanzetto, «il Comune non fa speculazioni ma pianificazione nell’interesse collettivo». Quanto alla richiesta della Soprintendenza, assicura che «ci sono molte modalità per realizzare la fruizione pubblica e a tale proposito insieme all’assessore Andrea Bassi abbiamo già incontrato il Soprintendente per pensare alcune soluzioni da indicare nel bando per la vendita. L’allarme del consigliere Vanzetto», taglia corto, «è come al solito infondato. Stia tranquilla, l’Arsenale va avanti e l’attrattività sulla valutazione del bene anche».

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