Bastione San Giorgio via al restauro del forte

LUNEDÌ 12 APRILE 2021
RISTRUTTURAZIONE. È iniziata la prima fase del progetto di riqualificazione del maggior sistema difensivo asburgico

Lavori attesi dal 2015, il recupero grazie alla sinergia tra l’Esev-Cpt e il Comune, con il contributo della Fondazione Cariverona
ILARIA NORO

Transennato e imbragato da un’impalcatura che dalla base copre tutte le facciate fino alla sommità, Bastione San Giorgio è finalmente un cantiere. Il progetto di riqualificazione strategica dell’ex struttura difensiva asburgica, annunciato nel 2015 e poi rimasto in attesa per anni, è entrato nel vivo. L’intervento si sta focalizzando sul restauro e l’impermeabilizzazione della copertura della traversa casamatta del Rivellino, cioè la costruzione le cui mura si vedono dalla passeggiata, e sulla messa in sicurezza dei suoi interni. Una prima fase di lavori che durerà indicativamente fino a giugno e che restituirà alla traversa la sua originale copertura a verde.Un secondo step, prevedrebbe invece la pulizia da tutto il sedime lasciato dal fiume nei decenni del vallo secco che separa il forte dai giardini Lombroso al fine di mettere di nuovo in luce la poterna: parte cioè delle gallerie ora completamente interrate. Ma si tratta di lavori, il cui costo stimato è di almeno un milione di euro, subordinati al reperimento di ulteriori fondi. Circa sei anni fa, l’inizio dei due cantieri era stato presentato come imminente. Poi, però, la battuta d’arresto durata fino a qualche mese fa e legata, a quanto dicono i referenti, anche alla questione del passaggio di proprietà del compendio dal Demanio al Comune. Il recupero del Bastione San Giorgio è frutto della sinergia tra la scuola edile Esev-Cpt – Ente bilaterale unificato, Centro paritetico per la formazione, la sicurezza e i servizi al lavoro in edilizia – e il Comune, con il sostegno della Fondazione Cariverona, che ha elargito per questa prima fase di lavori 200mila euro. Esev-Cpt è infatti un ente impegnato nell’area della prima formazione per i giovani che entrano nel settore, con iniziative dirette a favorire lo sviluppo dell’occupazione: un tema questo su cui la Fondazione è da sempre attiva e sensibile e che diventa ancora più centrale nel 2021, annualità nella quale «la nostra programmazione ha come primo obiettivo strategico, anche in termini di risorse dedicate, il Capitale Umano e la promozione di opportunità a favore dei giovani», spiegano da Cariverona.Nei prossimi mesi, inoltre, compatibilmente con le restrizioni dovute al Covid, il cantiere sarà meta di 6-7 uscite didattiche: corsi mirati che ripercorrono la storia e l’architettura dell’antica struttura militare affacciata sull’Adige e dedicati ad altrettante classi dei licei cittadini.Il Forte San Giorgio, costruito dall’ingegnere militare austriaco Franz Von Scholl nel 1835-40, è il più complesso sistema difensivo della città, probabilmente d’Europa. Serviva a proteggere la città su più fronti. Dalle invasioni che potevano arrivare via fiume, dall’Adige, e via terra: dall’aperta campagna che ricopriva tutta la vasta area in cui ora sorge il quartiere di Borgo Trento e dalle vicine colline su cui sbucava la strada per il Brennero. Conclusa la sua funzione di difesa militare, il Forte è stato prima un rifugio antibombe durante la Seconda guerra mondiale. E poi casa, piuttosto malsana, per alcune famiglie veronesi, fino alla metà circa degli anni ’60.Ora si apre una nuova parentesi di storia. «Un lungo e variegato cantiere didattico che si articola in progetti di restauro, di studio e didattico che punta alla riqualificazione storica di tutta l’area di Porta San Giorgio. Tutto è subordinato al reperimento di nuovi fondi ma anche su questo fronte siamo al lavoro, così come si sta muovendo anche l’ufficio Unesco del Comune», spiega Marcello Verdolin di Esev-Cpt e direttore dei lavori a San Giorgio.L’intervento, intanto, sta proseguendo senza creare disagi alle attività degli scout Agesci Verona 10 che qui hanno la loro sede storica.

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