Barista picchiato da una baby gang

AGGRESSIONE. Il proprietario della tabaccheria Bar Rosso sabato pomeriggio è stato assalito da alcuni giovani, tra cui uno dell’Est con un manganello telescopico
Barista picchiato da una baby gang
Vesentini: «Avevano messo a terra la loro bici sul marciapiedi Ho chiesto di spostarle, dopo insulti e sputi sono arrivate le botte»
ALESSANDRA VACCARI
Andrea Vesentini, titolare del Bar Rosso, costretto a usare il tutore dopo le percosse FOTO MARCHIORI

Aggredito con un manganello telescopico il proprietario del bar Rosso di via Farinati degli Uberti,in Borgo Trento. E ancora una volta torna di prepotente attualità la presenza di baby gang che spadroneggiano nella nostra città. Adolescenti violenti dall’indole criminale.L’episodio è avvenuto sabato pomeriggio verso le 15.30 orario in cui il bar tabaccheria riapriva dopo la pausa.«Sono arrivato al bar e ho trovato alcuni giovani davanti alla tabaccheria. Avevano sdraiato le biciclette davanti all’ingresso per cui ho chiesto loro gentilmente di spostarle perché dovevo aprire le serrande», dice Andrea Vesentini.Ma la legittima richiesta del commerciante ha scatenato la loro furia.«I ragazzi hanno iniziato ad offendermi. Uno di loro mi apostrofava in albanese, quindi gli ho chiesto di parlare in italiano affinché io potessi capire che cosa stava dicendo. Ma la situazione è peggiorata. Hanno iniziato a sputarmi addosso».Invece di smetterla, i ragazzi, ormai branco si gasavano gli uni con gli altri.«Uno di loro ha estratto un manganello telescopico e ha iniziato a colpirmi. Istintivamente mi sono messo la mano davanti al volto», spiega il commerciante, raccontando dettagli che non possono che far riflettere.Violenza gratuita il cui soggetto potrebbe essere ciascuno di noi. Aggressioni senza un fine, soltanto per il gusto di sfogare cattiveria. E il fatto di avere con sè un manganello telescopico: era questa la prima volta che veniva utilizzato? Se fosse stato acquistato per autodifesa sarebbe bastato uno spray al peperoncino. Forse il manganello serviva per raid tipo questo.«I tre, poi hanno ripreso le biciclette e sono scappati via», continua Vesentini, «erano ragazzi che avranno avuto 16 anni più o meno. Ho chiamato il 113 è arrivata subito una Volante e anche dei poliziotti in borghese. Poco dopo mi hanno detto che avevano rintracciato il gruppetto. Mi dicevano che erano volti noti i ragazzini fermati. Io ho chiamato l’ambulanza e sono stato portato in ospedale dove, per le lesioni al braccio, mi è stata diagnosticata una prognosi di 15 giorni. Quello che mi è accaduto è sconcertante, così come il loro modo di fare, adesso ho il tutore e lo dovrò tenere fino a quando non sarò guarito e a me le braccia servono per lavorare».Due dei tre, dopo la descrizione del commerciante, sono stati rintracciati subito. Uno aveva fatto a tempo ad andare a nascondersi a casa, ma è stato comunque identificato.Da giorni ci sono servizi delle forze di polizia proprio mirati a contrastare il fenomeno delle baby gang.Non è la prima volta che accade. Parecchio tempo fa, qualcuno forse lo ricorda, un uomo che era intervenuto a Castelvecchio durante un pestaggio di un ragazzino era stato rincorso fino in viale della Repubblica dove aveva trovato rifugio suonando un campanello.E ancora, sempre in zona Arsenale, una ventina di giorni fa, una sorta di raid, di spedizione punitiva di un gruppo di ragazzi, in quel caso maggiorenni, che avevano picchiato un altro gruppo di giovani. E ad uno avevano fratturato il setto nasale. Gli aggrediti avevano sporto denuncia contro ignoti, ma è possibile che sapessero chi li ha aggrediti.Carabinieri e polizia da mesi sono sulle tracce delle baby gang, alcuni ragazzi erano anche stati arrestati, ma l’episodio di Borgo Trento dimostra che non si tratta di una banda, ma di più gruppi di ragazzi che hanno fatto della violenza e della sfrontatezza il loro modo di esistere.

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