Alberi tagliati in via Todeschini Proteste e rabbia tra i residenti

VERDE URBANO Nove ippocastani abbattuti e 15 potature. Protestano l’associazione Avatar oltre a Prima Verona
«Poca informazione e molti dei fusti finora piantati come rimpiazzo non sono sopravvissuti» Il sindaco Sboarina: «Ho chiesto verifiche ma sulla sicurezza pubblica non si può transigere»
Tensione e rabbia in via Todeschini, dove i residenti sono rimasti impressionati dall’improvviso taglio di 9 ippocastani che da anni garantivano verde e ombra sotto le loro finestre.C’è chi ha pianto nel vedere le motoseghe all’opera, e chi si è indignato al punto da decidere di organizzare una conferenza stampa, ieri, con l’associazione Avatar degli Alberi e Michele Croce di Prima Verona.L’inaspettato arrivo del sindaco, Federico Sboarina, con il dirigente del settore giardini, Stefano Oliboni, i quali hanno ribadito la necessità dei tagli a seguito di una perizia che li ha dichiarati fortemente a rischio crollo, ha dato modo agli abitanti di sfogarsi e chiedere giustificazione su una procedura avvenuta, a loro parere, senza un’adeguata comunicazione e in modo inappropriato. A ciò si aggiunge il timore che le prossime piantumazioni di rimpiazzo possano impiegare anni prima di ripristinare sia l’estetica che la qualità del verde nel tratto di Borgo Trento. «Prima per il filobus, poi il fortunale dello scorso agosto, ogni scusa è buona per tagliare», inveiscono i cittadini. «Capiamo il rischio per l’incolumità pubblica, ma vediamo tanti alberi ripiantati che quest’estate non ce l’hanno fatta e si sono seccati per poi morire».I nove tagli con le 15 potature in via Todeschini rientrano nel complessivo abbattimento quantificato in 299 alberi. La maggior parte sono già stati eseguiti, ne mancano una trentina tra via dei Mille e via Menotti. Amia ha garantito che entro la fine dell’anno provvederà alla piantumazione di 400 nuovi alberi nei quartieri cittadini.«Il grande attaccamento alle piante da parte dei veronesi va tutelato, specie nell’anno della sostenibilità», commenta Croce. Caterina Danzi di Avatar reclama inoltre una maggiore concertazione con i cittadini e una comunicazione più precisa. «A Borgo Trento sono state messe 35 piante in lista per essere abbattute in cinque vie, dall’Arsenale a via Menotti, in via Farinata degli Uberti e, proprio in questi giorni in via dei Mille. Le sostituzioni vanno poi curate. Vediamo decine di piante messe a dimora che poi si seccano e non ce la fanno».«All’Arsenale sono stati piantati tre alberi di medio fusto che hanno già attecchito», fa notare Silvia Cafarelli riferendosi a un intervento privato. «Sotto casa mia, in via Medici, tre alberelli ripiantumati circa un anno fa sono stati rimossi perché già morti».«Non vengono fatte le prove di trazione e le verifiche adeguate sulla stabilità degli alberi», lamenta la residente Chiara Galice, facendo notare come l’avviso apparso un solo giorno prima dei tagli si riferisse a interventi di manutenzione.«Gli eventi atmosferici degli ultimi tempi stanno mettendo in forte difficoltà», evidenzia Sboarina. «In gennaio due periti esperti hanno dichiarato ad alto rischio di caduta nove ippocastani di via Todeschini e 12 esemplari in via dei Mille, su cui si sta intervenendo in queste ore. Non possiamo mettere a rischio la sicurezza delle persone. Ad aprile è stato approvato il regolamento del verde e poi sono state incontrate le associazioni per annunciare gli abbattimenti e condividere scelte che sono dolorose per tutti. Sulla comunicazione possiamo migliorare e ho già chiesto di verificare sui nuovi alberi seccati, anche se va detto che abbiamo avuto un’estate particolarmente arida».«I cittadini hanno ragione a lamentare una decapitazione repentina delle piante. Sarebbe infatti servito dialogare prima», interviene il consigliere regionale Alberto Bozza. La vicepresidente della seconda circoscrizione, Patrizia De Nardi, e i consiglieri Massimiliano Barbagallo e Alfonso Vassanelli, lo scorso maggio avevano presentato un ordine del giorno per la piantumazione di nuovi alberi. «Ad oggi non è stato fatto nulla», dicono. «Chiederemo di vedere le perizie e ci confronteremo con altri esperti, nel frattempo chiediamo di bloccare ulteriori decapitazioni e di procedere con graduali potature»..

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