Via Todeschini distrutta un’oasi verde

Via Todeschini veniva apprezzata come “oasi serena”, in mezzo a Borgo Trento, quartiere caratterizzato da “palazzoni” di cemento costruiti negli anni del Dopoguerra e del “miracolo economico”, quando ancora non si parlava di “transizione ecologica”. Anch’io e mia moglie, coniugati da oltre un cinquantennio abbiamo deciso di passare gli anni della nostra Terza età in via Todeschini, dopo vari decenni di vita lavorativa “in campagna”, in quanto affascinati di poter godere durante la sospirata pensione, dei doni della natura pur “simbolicamente” rappresentati dai quattro filari di alberi sui marciapiedi e sulle aiuole spartitraffico, peraltro già messi in pericolo due anni orsono dallo “scellerato” percorso della progettata filovia, fortunatamente ora sospesa. Questi alberi rappresentavano anche una concretizzazione della constatazione dell’attuale Pontefice, che nella sua Enciclica “Laudato sii” ha stigmatizzato che “Non si addice ad abitanti di questo pianeta vivere sempre più sommersi da cemento, asfalto, vetro e metalli, privati del contatto fisico con la natura. Non so esattamente chi ha deciso il taglio “alla soca” dei “nostri” alberi ultradecennali ma in via Todeschini abbiamo avuto un esempio, purtroppo lampante, dell’incapacità anzi dell’assenza di collegamento tra Amministrazione Comunale centrale ed amministrazione periferica. Perchè la Seconda Circoscrizione non è stata coinvolta nella decisione di questo “taglio con la scure” ? A che cosa servono? Allora tanto vale abolirle, come tanti altri “Enti inutili” che appesantiscono la struttura burocratica dell’ordinamento politico-amministrativo italiano .
UGO ZANETTI – VERONA

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