Una «task force» contro il caro prezzi

 

I NOSTRI SOLDI Dopo vari incontri tra amministratori e rappresentanti delle associazioni decolla il progetto per frenare i rincari. L’inflazione da tenere sotto controllo
Una «task force» contro il caro prezzi
Le categorie economiche fanno squadra al fine di monitorare i costi dei principali generi di consumo Nel 2022 aumenti dell’11 per cento per gli alimentari

Carrello della spesa Rincari generalizzati, gli acquisti dei generi di prima necessità pesano sempre più sui bilanci familiari, anche dei veronesi
Una «task force» composta da Amministrazione comunale e categorie economiche per monitorare e contenere i prezzi al consumo. Aumentati nell’ultimo anno del 9 per cento, in media, mentre quelli dei generi alimentari sono cresciuti dell’11 per cento. Un dato medio anche quest’ultimo, che in certi casi è quasi raddoppiato.Dopo due anni e mezzo di pandemia e la conseguente crisi economica, l’aumento del costo della materie prime, il caro bollette e il caro carburante, a colpire è stato via via anche la crescita dei prezzi dei generi di consumo. Un fatto che i cittadini e le famiglie toccano con mano tutti i giorni.L’inflazione quindi «va tenuta sotto la lente d’ingrandimento, per tenere monitorati i prezzi al consumo a livello locale, in particolare, il costante aumento della spesa a carico dei cittadini». Con questo obiettivo la nuova Amministrazione comunale ha deciso di agire, per trovare delle contromisure, facendo squadra con il mondo dell’economia. In particolare si sta muovendo l’assessore alla statistica Federico Benini, che ha raccolto alcune proposte e idee attraverso un primo confronto con i rappresentanti delle categorie economiche locali che compongono la Commissione comunale di controllo prezzi Istat, cioè l’Istituto nazionale di statistica. Oltre l’analisi però, basata anzitutto sul monitoraggio dell’andamento della situazione, servono misure concrete. Da qui la decisione di Palazzo Barbieri.Sul tavolo, come riferisce l’Amministrazione, c’è come detto l’ipotesi di creare una squadra d’intervento in grado di formulare, in accordo con le categorie interessate, soluzioni per il contenimento dei costi al consumo.I dati, all’origine di questa idea che si sta trasformando in un progetto vero e proprio, parlano chiaro e da qui l’idea di trovare insieme delle soluzioni. Una nota dell’Amministrazione spiega che nonostante il rallentamento dell’inflazione registrato a livello nazionale, a Verona l’indice dei prezzi continua a crescere, con un aumento mensile dello 0,4 per cento, che nell’ultimo anno è salito oltre il 9 per cento.Sotto osservazione sono in particolare i beni alimentari che, tra il 2021 e il 2022, sono cresciuti dell’11 per cento. A fronte di un’inflazione locale mensile dello 0,4 per cento, infatti, i prezzi dei prodotti alimentari registrano una crescita quasi fuori controllo, con variazioni che vanno dal 2,9 per cento a oltre il 20 per cento.«L’aumento dei prezzi al consumo rappresenta una problematica nazionale», sottolinea Benini. «A Verona si registrano punte di crescita rilevanti, che fanno della città scaligera la più cara del Veneto e la quinta a livello nazionale». Ma come potrà incidere questo lavoro? «L’attività di monitoraggio dei prezzi, curata mensilmente dall’Ufficio statistica del Comune, è un’ottima base per dare avvio a un serio programma di intervento capace di contenere la spesa crescente a carico delle famiglie veronesi, con il supporto delle categorie economiche interessate

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