Sul sociale si gioca un’importante partita. Ma è il mio pane

Pronostico rispettato. Senza “bruciare” il suo nome che era tra quelli più gettonati per un ruolo nella giunta di palazzo Barbieri. Di Luisa Ceni si è parlato fin dalle prime battute dopo la vittoria a sorpresa di Damiano Tommasi, vista la sua partecipazione ad alcuni eventi di Traguardi e la grande presenza nel mondo del sociale cittadino guidando una delle associazioni veronesi di riferimento come la Casa della Giovane. “Un fiume in piena, un vulcano di idee, energie e passione. “Figlia d’arte” visto che suo padre Giuseppe Riccardo è stato assessore comunale, deputato per la Dc e presidente della Fiera, uno dei politici di riferimento per la vita cittadina, ma adesso tocca a lei prendere in mano uno dei settori più delicati come quello del sociale.Assessore, alla fine i rumors sulla sua nomina si sono rivelati veritieri…Giuro che non ne sapevo niente, il sindaco mi ha chiamato il martedì a pochi giorni dalla convocazione della prima giunta. È un’emozione enorme e mi sembra un sogno, ma davvero non ne sapevo niente.Però il suo nome è circolato fin dall’inizio, forse per i suoi rapporti con Traguardi?Conosco Tommaso Ferrari da quando è nato, ma non mi sono mai iscritta a Traguardi. Però loro in tempi non sospetti hanno organizzano una serie di incontri su temi importanti per la città, mi hanno chiamato a parlare di sociale. Poi li ho sempre seguiti durante la campagna elettorale ma non ero parte attiva, non nascondo che a me Damiano è piaciuto moltissimo, ho trovato una persona con una dote enorme e non comune, quella di ascoltare: io sto già incontrando molte persone e ricevo migliaia di mail, non ho la soluzione per tutti ma li ascolto, mi metto in fianco a loro, se posso aiuto ma se non posso faccio mio il loro disagio, vuol dire già tanto. Ma allora quando è arrivata la chiamata decisiva? Sono stata al dibattito a Telearena con i candidati sindaco dove l’ho conosciuto ancora meglio, poi quando è stato eletto gli ho detto che se avesse avuto bisogno ero a disposizione, anche perché sui media continuava ad uscire il mio nome nel toto assessori, a volte quando se ne parla troppo poi non si fa niente. Poi siamo andati ad un incontro con Traguardi il lunedì, tutti mi dicevano ecco l’assessore ma io Damiano non l’avevo mai sentito, il martedì mi ha chiamato: mi sono presa 24 ore per pensare, abbiamo parlato di cosa poter fare ed eccomi qui, il sociale è il mio pane, le politiche abitative sono molto legate e visto che sono commercialista mi occuperò anche di tributi.Un bel carico, come sta vivendo questo inizio?È stata e continua a essere un’emozione enorme, io nella vita sono convinta che non bisogna smettere di sognare, mai avrei pensato quando ho iniziato a insegnare da neolaureata all’istituto professionale per il turismo che sarei finita a fare l’assessore del Comune di Verona, non sono contenta, di più. Ecco, casomai ora la vita diventa ancora più complicata visto che ho il problema di non saper dire di no. Insegno da sempre all’istituto Enac delle canossiane, le suore mi hanno implorato di continuare a farlo e proverò a ritagliarmi un’ora alla settimana, magari la mattina dalle 8 alle 9 del mattino, non posso lasciarle anche per un senso di gratitudine, loro mi hanno aiutato in un momento di grande difficoltà. E poi amo stare con i ragazzi, le interrogazioni e compiti in classe quelli no, mi stufano e se posso non li faccio. Insegno controllo di gestione, diritto, ragioneria, quello che serve, gli studenti mi adorano e sanno che se iniziano a farmi parlare poi magari l’ora non sarà così pesante.Lei in città è conosciuta soprattutto per la sua attività alla guida della Casa della Giovane, quando ha contato questa esperienza? In questi anni è stato fatto un lavoro eccellente, con un direttivo fortissimo di sette donne una meglio dell’altra e con competenze pazzesche, è anche garanzia che quando una manca, come magari mancherò io con questo nuovo incarico, si andrà comunque avanti nel migliore dei modi: tutti siamo necessari e nessuno indispensabile, un gruppo di 40 volontari e uno staff di cinque o sei persone, con progetti di tutti i tipi e una rete enorme di conoscenze.Di politiche sociali si parla sempre di più, la aspetta un compito molto delicato…Dico subito che prendo in mano una macchina organizzata molto bene, si è lavorato sempre tanto e lo so perché ero dall’altra parte, prima con Anna Leso fino all’ultimo assessore Daniela Maellare, le ho chiamate subito appena sono stata eletta, con Anna ad esempio abbiamo fatto l’iniziativa bellissima della coperta, a prescindere dal colore politico. Ed è la stessa idea ho trovato in Damiano, di lavorare con tutti, senza buttare via nulla di quanto è stato fatto prima, se è una cosa la posso migliorare bene altrimenti vado avanti così, ad esempio nel sociale la struttura c’è e il lavoro fatto è stato ottimo, ora devo solo conoscerla bene.Da cosa partire in concreto?Ci aspetta un autunno caldissimo, anzi sarà freddo e senza gas, le politiche abitative sono fondamentali, qui giocheremo una grandissima partita, in tutti i sensi, l’altro giorno abbiamo incontrato le donne vittime di violenza, il problema abitativo è primario. Ma non lo risolve il Comune da solo, l’istituzione senza aiuti non può fare niente, bisogna inventarsi dei modi nuovi con partnership con i privati e lavorando con il terzo settore, alcune cose le abbiamo già sperimentate, c’è da lavorare sodo servono soldi e aiuti ma si possono trovare, io sono ottimista. Verona è una città spesso tacciata di essere razzista o altro, credo che sia un po’ come tutte le altre città e qui ci sono sacche di generosità enormi, con oltre 400 enti che fanno capo al CSV, parliamo di numeri enormi: bisogna attivare tutte queste forze e attivare i privati, noi quando abbiamo chiesto abbiamo sempre avuto risposte da tutti, quando le cose le vuoi fare e le fai bene l’aiuto di arriva sempre.C’è una dedica per questo traguardo che ha raggiunto?Dico che la famiglia è fondamentale, dalla mia ho avuto molto, mio padre in primis ovviamente, è un uomo che ha dato tanto alla città e questo non lo dico certo io, siamo in cinque fratelli, e accanto a lui c’era una donna incredibile come mia madre, lo è ancora oggi.

Luca Mazzara

Luisa Ceni, ha 58 anni, vive a Verona e ha due figlie ormai grandi. Ha avuto dal sindaco Tommasi le deleghe per le Politiche sociali e abitative e per i Tributi, è una commercialista impegnata anche con alcuni incarichi all’interno del suo ordine professionale. Spirito libero e protagonista di mille iniziative, è la presidente dell’associazione Protezione della Giovane, punto di riferimento cittadino che garantisce una pronta accoglienza alle donne che vivono un disagio abitativo. Suo padre Giuseppe Riccardo è stato consigliere e assessore comunale, poi deputato per la Dc e presidente della Fiera. Oltre alla passione per il sociale, canta nel coro dell’ordine dei commercialisti e ama la natura e lo sci.

 

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