San Giorgio, tetto rifatto sul Rivellino del forte

IL RESTAURO Finiti i lavori che hanno visto la partecipazione degli studenti della scuola edile
Il cantiere ha riportato alla luce un sistema di recupero delle acque Il Comune ora punta a creare percorsi finora mai aperti al pubblico
Ilaria Noro
Forte austriaco La struttura restaurata in lungadige San Giorgio MARCHIORI

Il Rivellino di Forte San Giorgio, affacciato sull’Adige a pochi passi da ponte Garibaldi e a ridosso dei giardini Lombroso, ha una nuova copertura. Si è chiuso in questi giorni il cantiere – scuola che ha permesso non solo il rifacimento del tetto della struttura asburgica ma anche un’inedita scoperta archeologica.Una volta tolta la porzione in terra della copertura, in prossimità della gronda in pietra, è venuto alla luce un sistema di recupero delle acque meteoriche di cui si ignorava non solo la realizzazione tecnica, ma perfino l’esistenza. All’interno della struttura militare austriaca, infatti, è emerso un articolato sistema di raccolta, incassata in una gronda in pietra che aveva come obiettivo il riutilizzo dell’acqua piovana a favore di quanti alloggiavano nella struttura. E si tratta di un valore aggiunto per un cantiere già di per sé molto prezioso. L’intervento conservativo, servito per mettere in sicurezza la copertura e garantire continuità all’attività del Gruppo Scout Verona 10, che da più di settant’anni gestisce gli spazi del Rivellino, è stato realizzato grazie al finanziamento di 136mila euro della Fondazione Cariverona dal Centro paritetico per la formazione, la sicurezza e i servizi al lavoro di Verona Esev-Cpt. Il cantiere è stato dunque un interessante laboratorio sul campo non solo per gli studenti della scuola edile, tre classi, che qui hanno potuto apprendere e testare con mano il lavoro ma anche per cinque classi dei licei cittadini. Nonostante le restrizioni imposte dal Covid, sono stati circa 200 gli studenti che hanno potuto effettuare qui più sopralluoghi didattici.La fine dei lavori, comunicata ieri mattina dal sindaco Federico Sboarina insieme agli assessori all’Edilizia monumentale Luca Zanotto e ai Rapporti Unesco Francesca Toffali, con il presidente di Esev – Cpt Marco Perizzolo, e del direttore generale di Fondazione Cariverona Giacomo Marino, potrebbe essere solo uno step verso una riqualificazione e fruizione piena della struttura anche dal punto di vista turistico. «Puntiamo ora ad ottenere la concessione anche temporanea della struttura da parte del demanio. L’idea è infatti quella di creare nuovi percorsi culturali, sfruttando corridoi sotterranei fino ad oggi mai aperti al pubblico e che permetterebbero una visita pressoché completa di tutti gli edifici di cui si compone il Bastione di San Giorgio. Si tratta solo di poter accedere al vallo e di ripulirlo, i corridoi interni poi sono già potenzialmente percorribili», ha spiegato l’assessore Toffali. «È stato un lavoro di restauro innovativo sotto molti punti di vista, per il quale sono state messe in campo le migliori e più innovative tecniche ingegneristiche. Inoltre, in una sorta di cantiere-scuola, è stato dato modo ai giovani di visionare sul campo le tante cose apprese e accrescere così la propria conoscenza tecnica», è intervenuto Sboarina. Oggi, infatti, a lavoro ultimato, la copertura risulta identica a quando è stata costruita a circa metà del 1800, con la superficie a verde a sovrastare l’intero edificio. A differenza del passato però, il tetto è ora impermeabilizzato e messo in sicurezza. Con i lavori è stata effettuata anche la pulizia del cortile interno da sterpaglie ed erbacce. .

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