Ricompare a Londra l’Astrolabio di San Zeno Ma ora è in vendita

COLPO DI SCENA Nella capitale britannica un patrimonio storico della nostra città. Legato alla basilica del patrono
Ricompare a Londra l’Astrolabio di San Zeno Ma ora è in vendita
Oggetto unico al mondo nel suo genere, risale al 1455 e scandiva il tempo nel monastero benedettino. Una galleria d’arte lo cede a un milione e mezzo di euro

L’Astrolabio – FOTO MARCHIORI
L’Astrolabio di San Zeno, proveniente dall’abbazia del santo patrono di Verona e “fuori casa” da oltre due secoli, è in vendita. A Londra. Alla galleria Daniel Crouch Rare Books, specializzata in libri, mappe e planetari antichi. Per un milione e 275mila sterline, pari a circa un milione e mezzo di euro.È un orologio tardo medioevale ante litteram, datato 1455, negli anni della stampa della Bibbia di Gutenberg, in un’epoca di transizione tra Medioevo e Rinascimento. È un pezzo antico più unico che raro. Lo dice la stessa galleria londinese nelle “scheda prodotto”, reperibile anche in internet: «Non abbiamo trovato comparabili esempi di calendari astronomici a dischi rotanti di epoca medievale né prove documentali dell’esistenza di reperti simili». Insomma, un oggetto che non ha paragoni. La galleria ne cita due, per la precisione, e con le dovute specifiche: l’orologio astronomico di Praga, risalente al 1490, ma molto rimaneggiato in epoche recenti, e l’orologio astronomico di Santa Maria a Danzica, databile al 1460 circa, ma gravemente danneggiato nel 1945 e poi radicalmente restaurato.Rarità Chiamarlo solo orologio è riduttivo. Si tratta infatti di un calendario astronomico con cui i monaci benedettini, che un tempo risiedevano nel monastero attiguo alla basilica, scandivano il proprio tempo e le attività della Regola – preghiera e lavoro – non solo tenendo il conto delle ore, del giorno e del mese dell’anno, ma anche osservando le fasi lunari e dello Zodiaco, le feste liturgiche e le commemorazioni dei santi. Secondo Giovanni Battista Biancolini, storico settecentesco veronese, si trovava nel chiostro dell’abbazia: «Curioso Calendario si sta annicchiato nella parete della Loggia che dal Dormitorio del Monistero Zenoniano conduce al Coro e alla Sagristia di quella Chiesa» scrive nel volume “Dei Vescovi e Governatori di Verona” del 1757. Ma secondo altre testimonianze, anche recenti, il posto del segnatempo monastico era a fianco dell’altare maggiore, a sinistra, dove ancora oggi si trova dipinto un quadrante murale delle medesime dimensioni.Rintracciato per caso L’Astrolabio veronese è rispuntato a Maastricht a fine giugno durante Tefaf 2022, la più nota delle fiere d’arte e d’antiquariato internazionali: 243 mercanti d’arte e galleristi da 21 nazioni, dopo rigide selezioni, hanno presentato a collezionisti privati, curatori, direttori museali e professionisti del settore un florilegio di opere che coprono 7mila anni tra archeologia e avanguardie, design, fotografia e alta gioielleria. Una bella piazza, per la galleria Daniel Crouch Rare Books, che non ha perso occasione per proporre il suo pezzo forte proveniente da San Zeno.Il caso ha voluto che lo notasse una visitatrice della fiera, parigina, che è amica di Pia Gazzola, veronese di Negrar, la presidente dell’associazione Archivio Piero Gazzola intitolata al padre architetto, storico e soprintendente che dedicò la vita a tutela e valorizzazione del patrimonio architettonico e monumentale di Verona. «Mi ha chiamata subito e messa al corrente di quanto aveva scoperto a Maastricht», racconta Gazzola. E poiché buon sangue non mente, Pia Gazzola si è subito mobilitata per capire se e come la preziosa opera d’arte possa tornare in città. «L’Astrolabio è un oggetto straordinario e dovrebbe fare ritorno all’abbazia del cui patrimonio artistico e culturale fa parte».Così ha approfondito e condiviso la storia dell’oggetto lungo i secoli, informato abate e fabbriciere della basilica di San Zeno, chiesto dettagli agli esperti sulle procedure da adottare da qui in avanti e fatto in modo che la segnalazione del “ritrovamento” arrivasse alla Soprintendenza di Verona. «A questo punto la situazione è in mano al Ministero dei beni culturali e siamo in stand by, in attesa di capire come si evolverà», continua Gazzola. «Fin d’ora, comunque, posso dire che l’Archivio Piero Gazzola è a disposizione per rendere possibile e concreto il ritorno a Verona dell’Astrolabio. Anche tramite la ricerca dei fondi necessario al suo acquisto».Il sogno di don Martinelli Monsignor Ampelio Martinelli, abate di San Zeno dal 1964 al 1999, primo propulsore dei restauri dell’intero complesso zenoniano finanziati dalla Banca Popolare di Verona del presidente mecenate Giorgio Zanotto, aveva un sogno: recuperare l’orologio e calendario astronomico che aveva accompagnato i monaci per secoli scandendo il tempo all’abbazia. Non fu possibile. Il sogno rimase incompiuto. E se potesse avverarsi questa volta? «Sarebbe bellissimo se un’opera d’arte così preziosa potesse tornare al suo luogo d’origine», afferma l’attuale abate di San Zeno, monsignor Gianni Ballarini. «Sarebbe una grandissima soddisfazione non solo per l’abbazia, ma per l’intera città. Io non sono altro che il custode di uno scrigno ricco di arte e di un contesto di rara bellezza che sono patrimonio di tutti».Uguale entusiasmo, alla sola ipotesi di poterlo riavere un giorno tra i beni storici del monastero, la esprime il fabbriciere della basilica zenoniana, l’architetto Flavio Pachera: «Saremmo felicissimi, non c’è dubbio», afferma. «Parliamo di un oggetto d’importanza mondiale, unico nel suo genere, studiato e per certi versi ancora misterioso, legato indissolubilmente alla storia dell’abbazia». E a quella di Verona..

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