L’Italia regina d’Europa Un bottino di 67 medaglie

NUOTO Grande risultato degli azzurri a Roma, che si migliorano rispetto a Budapest dove i metalli furono 44
L’Italia regina d’Europa Un bottino di 67 medaglie
Chiudono gli ori di Acerenza nei 10 km e della staffetta mista e i due argenti di Taddeucci nei 10 km e Marsaglia-Tocci nei tuffi sincro 3m

Rachele Bruni, Domenico Acerenza, Ginevra Taddeucci e Gregorio Paltrinieri oro nella staffetta 4×1250
Esiste un’Italia del nuoto anche dopo Federica Pellegrini. L’Europeo di Roma che si è chiuso ieri ha dato ragione alle aspettative che la «Divina» stessa, in veste di madrina del torneo, aveva creato a inizio competizione. «È la nazionale più forte di tutti i tempi», aveva detto e i numeri le hanno dato ragione. Con i due ori (10 km di fondo uomini e staffetta 6 km fondo) e i due argenti (10 km donne e tuffi 3 m sincro) della giornata conclusiva, sono in tutto sessantasette le medaglie conquistate tra vasca, sincro, tuffi e acque libere per un Europeo da record sotto ogni punto di vista. Un’Italia prima per distacco nel medagliere vista la differenza di podi dalla Gran Bretagna, seconda a 27, e in grado di surclassare le sue stesse medaglie vinte nel precedente europeo disputato a Budapest nel 2021, dove i metalli furono 44. Un anno dopo sono 23 in più, tenendo però conto che mancava la Russia, che un anno fa in Ungheria portò a casa 42 medaglie. Al netto dell’assenza dei russi, però, quello azzurro è stato un dominio chiuso con 24 ori totali di cui oltre la metà (13) arrivati in vasca, dove il re assoluto è stato Thomas Ceccon con sei medaglie personali (4 ori e 2 argenti), seguito dalla tuffatrice Chiara Pellacani con cinque medaglie (2 ori, 1 argento e 2 bronzi), Gregorio Paltrinieri e Giorgio Minisini entrambi con quattro podi a testa, tutti d’oro per il sincro uomo e tre primi posti e un argento per SuperGreg. «I nostri atleti sono un modello internazionale» ha detto il presidente della FIN Paolo Barelli che dall’11 agosto non hai mai smesso di contare le medaglie dei 102 convocati che in media ne hanno portate più di una ogni due atleti, continuando sulla scia di quanto già fatto ai Mondiali neanche un mese prima. Un bilancio decisamente positivo anche in prospettiva di Parigi 2024 con 35 medaglie conquistate in vasca, 12 nell’artistico, altrettante nei tuffi, 6 nelle acque libere e 2 nei tuffi dalle grandi altezze, al loro esordio a un Europeo di nuoto per un’Italia sempre più padrona del Vecchio Continente.Ieri è stato il giorno di Domenico Acerenza. Tutta la sua carriera è sintetizzata nei 10 km nuotati dall’azzurro a Ostia: dopo anni passati a fare il gregario, a raccogliere «briciole» (per quanto gloriose come un secondo posto mondiale), il potentino raccoglie la più importante vittoria della sua carriera, laureandosi campione europeo davanti all’amico-rivale Gregorio Paltrinieri. «Ero stufo di arrivare secondo», dirà a fine gara. Greg, di cui «Mimmo» è stato per anni lo scudiero, ha chiuso al settimo posto. Acerenza non aveva mai vinto un oro individuale in una competizione maggiore: ora ci è riuscito nella specialità più importante del fondo, l’unica olimpica. L’Italia ieri ha festeggiato anche la medaglia d’argento di Ginevra Taddeucci nella 10 km femminile con 2h01’15”: la fiorentina prova a sorpassare l’olandese Van Rouwendaal fino all’ultimo, ci riesce anche, ma appena rallenta un attimo viene castigata dalla teutonica Beck, oro in 2h01’13”, bronzo alla portoghese Andrè con 2h01’16”. .

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