Ledwall e siti archeologici, quando il futuro è cultura

TRADIZIONE E TECNOLOGIA Un nuovo gemellaggio artistico che abbraccia tutta l’Italia
Gasdia: esperienza inedita in Italia, abbiamo dato luce alle maestranze De Cesaris: questo è un nuovo punto di partenza per Fondazione Arena

Non solo la nuova strategia di fundraising, con il progetto «67 colonne per l’Arena», per cercare mecenati tra i più importanti rappresentanti dell’imprenditoria italiana. Ma anche un sodalizio stretto con le principali istituzioni culturali del Belpaese per fare dell’anfiteatro, già cornice di eccellenza per l’opera lirica, anche un palcoscenico ideale per tutta la cultura italiana. Il 98° Festival lirico partirà il 19 giugno all’insegna delle “prime volte”. La più macroscopica sarà il gigantesco ledwall – 400 metri quadrati – che rappresenterà l’esordio delle nuove tecnologie nel mondo operistico. Grazie a queste, poi, saliranno sul palcoscenico del Festival numerose eccellenze museali italiane. Un gemellaggio artistico che abbraccerà tutto lo Stivale e che ha regalato alla stagione areniana, per la prima volta nella storia, il patrocinio del Ministero della Cultura. Il Museo Egizio di Torino partner narrativo ideale per Aida. Il Museo del Cinema di Torino e il Fellini Museum protagonisti di Pagliacci. Il Museo d’Arte Cinese ed Etnografico di Parma per scoprire, in Turandot, tesori e popoli lontani. Il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara per un excursus sulla storia dell’ebraismo italiano in Nabucco. E, ancora, la Biblioteca Apostolica Vaticana, le Gallerie degli Uffizi, il Parco Archeologico di Pompei e quello della Valle dei Templi di Agrigento. In tutto undici realtà che diverranno spunto di ispirazione per le opere in cartellone, in una equilibrata sintesi tra l’iconografia, la tecnologia e gli elementi di scenografia dei singoli allestimenti. Mentre l’Arena sarà per loro un’importante vetrina internazionale. «Queste collaborazioni di prestigio rappresentano un grande traguardo», ha spiegato il sindaco e presidente di Fondazione Arena Federico Sboarina, svelando i nomi dei primi musei e parchi archeologici coinvolti. «Le eccellenze italiane ferme da molti mesi ripartiranno dal nostro teatro, calamita e perno della rinascita musicale e culturale di tutto il Paese». Del resto già a febbraio, quando nel buio totale di previsioni sul futuro Fondazione Arena aveva deciso di confermare il Festival 2021 mantenendo invariati titoli, date e cast, era risultata evidente la necessità, per rispettare le normative anti Covid, di snellire le produzioni. Una necessità trasformata dalla Fondazione in opportunità per sperimentare nuovi linguaggi artistici da mettere in campo per l’Arena del futuro. «Con gli allestimenti areniani tradizionali, imponenti e prevalentemente architettonici, gli assembramenti sarebbero stati inevitabili», conferma il sovrintendente e direttore artistico Cecilia Gasdia. «Così abbiamo varato una linea completamente diversa e inattesa, dando luce alle nostre maestranze, ai nostri talenti e ingegni. Un’esperienza che ha precedenti altrove, ma inedita in Italia». Un’unica firma corale, dunque, per le sei nuove opere e i due appuntamenti sinfonici dell’estate 2021, metafora dello sforzo collettivo di tutta la società per uscire dalla crisi. «Nonché un nuovo punto di partenza per la Fondazione Arena», conclude il direttore generale Gianfranco De Cesaris, «che, ne sono certo, ci porterà, superate le difficoltà legate alla pandemia, a un lungo scenario di sviluppo e rafforzamento»..

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