La Madre, dal giardino privato a patrimonio dei Musei civici

GLI «STRACHI» Donato al Comune il quarto elemento del gruppo marmoreo ritrovato nella fontana di un’abitazione
Attribuita a Ruperto Banterle, verrà prima restaurata dall’Accademia L’assessore Briani: «Poi la rimetteremo accanto al ponte Garibaldi»

La Madre La statua del gruppo degli «strachi» il giorno del suo ritrovamento in un giardino privato
Lo «stràco» ritrovato in una fontana all’interno di un giardino privato entrerà a far parte del patrimonio dei Musei civici veronesi, in particolare della Galleria d’arte moderna Achille Forti, e il restauro sarà affidato all’Accademia di Belle Arti. A donare il gruppo marmoreo rinvenuto da Giuliano Fiorio nel 2020 e superstite all’esplosione di Ponte Garibaldi con la ritirata tedesca del 1945 (per l’attribuzione certa occorrerà attendere specifiche analisi) sono stati i fratelli Marco e Massimiliano Finotti. L’opera si aggiunge a quelle già presenti dello stesso scultore Ruperto Banterle: Testa ritratto di Lionello Fiumi, Anelito fuggente, Bozzetto del monumento Fiumi. L’interesse attorno ai quattro gruppi marmorei andati perduti (la Madre ora ritrovato, il Condottiero, il Nocchiero e l’Agricoltura) si deve a un gruppo di cittadini ispirato al celebre romanzo di Molnàr i «Ragazzi della via Pál» costituito da Luigi De Paoli, Massimo Rosa, Fabrizio Sordi, Francesco Tirozzi con l’intento di un progetto di recupero della memoria storica che ha coinvolto anche il figlio dell’artista, Alberto Banterle. A dare notizia della donazione al Comune è stato l’assessore alla Cultura, Francesca Briani, che l’ha definita «una storia che racconta una parte importante della città» e anticipando l’intenzione di «voler collocare la scultura nei pressi di Ponte Garibaldi». Rosa ha ricordato che «si è trattato di un lavoro di squadra che ha coinvolto molte persone». Ad affiancare i cittadini è stata la consigliera comunale Paola Bressan. «Una statua che possiede un grande valore storico», ha commentato. «È un ritrovamento particolare quello della Madre perché la scultura è acefala ma il figlio dello scultore Alberto conserva il calco della testa. Anche se l’idea originaria di ripristinare le quattro statue è stata ad oggi abbandonata, per il ritrovamento di un solo presunto originale, vorrei lanciare la proposta di riportare su ponte Garibaldi comunque tutti i gruppi marmorei in un modo innovativo con l’utilizzo di ologrammi». Alla presentazione nella sala Arazzi del Comune erano presenti anche Massimiliano Finotti e la nipote Maria Vittoria: «Siamo cresciuti con questa statua portata dal nonno e per noi rappresenta nostra mamma. Abbiamo aderito alle richieste e la nostra azienda si è messa a disposizione per il restauro». Il figlio dello scultore Alberto ha ricordato la «promozione continua delle opere del padre Ruperto» mentre Erika Prandi, del Consiglio di amministrazione dell’Accademia, ha ripercorso il ritrovamento e spiegato che il «campione prelevato composto di calcare oolitico, compatibile con quello richiesto dal Comune nel 1939 per la creazione della statua, porta più vicina l’attribuzione alla scultura originale».. M.Cerp.

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