La grande sete: ordinanze e autobotti

SICCITÀ Problemi crescenti per le reti idriche. A San Giovanni Ilarione sorgenti in secca: i rifornimenti arrivano con i camion. Giovedì nuova riunione dell’Osservatorio
Adige sorvegliato speciale e falde ai minimi storici. I Comuni anticipano i provvedimenti per razionare l’acqua evitando sprechi

Pescantina L’ Adige è a – 1,94 metri sulla quota media FOTO PECORA
La penuria d’acqua c’è e va combattuta con azioni preventive. Per evitare che la siccità assuma caratteri drammatici e diventino necessarie misure straordinarie, nella maggioranza dei comuni veronesi i sindaci hanno adottato ordinanze per limitare gli sprechi d’acqua in anticipo di almeno tre settimane rispetto agli altri anni.«Bisogna assolutamente evitare usi impropri dell’acqua potabile. Irrigazioni di orti e giardini, lavaggi di auto e riempimenti di piscine sono possibili solo di notte», spiega Manuel Scalzotto, sindaco di Cologna e presidente della Provincia.«Finora», aggiunge, «per fortuna non ci sono state segnalazioni di situazioni eccezionali».Questo perché nel Veronese gli acquedotti pescano dalla falda e sono dunque meno legati alle condizioni dell’Adige. Non così nel rodigino o in vaste aree che dipendono per l’approvvigionamento idrico dal Po. Ma anche le falde sono ai minimi storici. Dunque, non c’è da scherzare.Acque Veronesi spiega che per adesso, nonostante i livelli delle falde bassi, non ha difficoltà a pompare l’acqua che poi arriva nelle case. Non dovrebbero esserci problemi particolari nemmeno nell’immediato futuro.Autobotti Solo una piccola parte dell’acqua usata da Acque Veronesi arriva da sorgenti montane e queste sì si stanno prosciugando. Ne dipende per intero San Giovanni Ilarione, unico in provincia. Spiega Silvio Peroni, direttore di Acque Veronesi: «Portiamo a San Giovanni una volta alla settimana un’autobotte da diecimila litri che vengono immessi in tre serbatoi e poi distribuiti agli utenti senza soluzione di continuità».Il quadro della situazione causata dalla siccità prolungata lo fornisce l’Autorità di bacino delle Alpi orientali, cui compete la tutela delle risorse idriche del Nordest. «Secondo quanto è emerso dalla riunione del 10 giugno dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici ci troviamo con le falde ai minimi storici dopo un mese di maggio in cui è piovuto fino al 60 per cento in meno di quanto ci si attendeva», spiega Andrea Braidot, dirigente sezione risorse idriche dell’Autorità. «La situazione dell’Adige, invece, per ora è in equilibrio, con invasi addirittura un po’ superiori alla media, ma c’è da aspettarsi un peggioramento data la scarsità di piogge». A pesare su un grado di siccità classificato di severità media è poi l’assenza di riserve di neve.Cuneo salino L’acqua dell’Adige, elemento fondamentale per l’idrografia del Veronese, viene utilizzata a Nord per far funzionare le centrali idroelettriche trentine, nel veronese per l’irrigazione e nel rodigino per alimentare acquedotti.Fra le priorità nella gestione del fiume c’è quella di garantire un deflusso in mare sufficiente a impedire la risalita dell’acqua salata che creerebbe danni ambientali gravissimi. Questo può avvenire finché a Boara Pisani, in provincia di Rovigo, non si scende sotto la portata di 80 metri cubi al secondo. Ieri a Trento si registravano 236 metri cubi al secondo d’acqua. Se il 10 giugno a Boara Pisani se ne contavano 161 metri, la stima di ieri è già scesa a 100. È evidente che il livello del fiume è in netto declino. Per questo l’Osservatorio sarà chiamato giovedì prossimo, 23 giugno, a un nuovo incontro. Qui verrà rivisto il grado di severità idrica, da settimane medio, che indica risorse non sufficienti a garantire gli usi idropotabili ed irrigui. Se si dovesse passare al grado più alto, andranno adottate misure straordinarie..

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