I ragazzi «detective» dell’arte raccontano i tesori della città

ISTRUZIONE Iniziativa di due classi quarte Liceo Artistico, partendo dalla descrizione di un «gioiello» vicino a casa
Da un progetto di alternanza scuola-lavoro esce un libro che è un’antologia e insieme una guida a monumenti famosi ma anche a beni poco conosciuti e ricchi di sorprese

Artistico Alcuni degli studenti con la loro insegnante
Al tempo dell’emergenza Covid, anche l’arte è “di prossimità”. E quando la prossimità è tanto stretta da non superare i confini comunali, nasce l’occasione di riscoprire ciò che di meraviglioso ci circonda.Prende le mosse da questo principio il volume «Tesori d’arte nel veronese» a cui hanno contribuito 41 studentesse e studenti delle classi quarta A e quarta L del Liceo Artistico di Verona, ciascuno di loro descrivendo un “gioiello” che si trova nei dintorni di casa, o comunque non oltre il perimetro del proprio Comune di residenza. Si tratta di un progetto di alternanza scuola-lavoro (ma adesso si chiama Pcto, percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento) ideato dalla docente di Arti figurative Rosanna Mutinelli e collegato all’Educazione civica e in particolare all’articolo 9 della Costituzione, che impegna la Repubblica alla tutela del patrimonio culturale e ambientale e alla sensibilizzazione al rispetto del paesaggio e delle sue bellezze. «I ragazzi», spiega Mutinelli, «sono stati ingaggiati per rilevare un bene artistico, oppure un’opera architettonica o pittorica che si trova nella località in cui abitano. Hanno scattato fotografie, raccolto informazioni e condotto ricerche per arrivare alla compilazione delle schede descrittive che accompagnano le immagini. L’obiettivo è di rendere consapevoli i giovani dell’esistenza di testimonianze culturali e artistiche che a volte sono misconosciute, ma che rappresentano la memoria storica di un territorio e per questo motivo vanno considerate come delle risorse nazionali di enorme importanza». Dall’iniziativa, nata per fare di necessità virtù quando le regole per il contenimento dell’epidemia impedivano di spostarsi oltre un certo raggio d’azione, è saltata fuori un’antologia di ville e dimore antiche, chiese e monumenti, dipinti, affreschi e statue; beni che in alcuni casi sono piuttosto o molto conosciuti (il Duomo di Verona, la villa romana di Negrar, il ponte visconteo di Valeggio sul Mincio…) e in altri sono invece noti quasi esclusivamente ai residenti, o agli addetti ai lavori, ma comunque mai scontati e sempre degni di essere ammirati. Non mancano le curiosità, le leggende, le vicende intriganti (come l’omicidio di Mastino I Della Scala avvenuto nel piccolo e nascosto passaggio che collega piazza Erbe e piazza dei Signori, denominato Vòlto Barbaro) e i racconti di personaggi buoni e cattivi (come il brigante Falasco, che dà il nome al castello di Basalovo di Stallavena, a Grezzana: una struttura costruita nel dodicesimo secolo, poi diventata un covo per i “bravi” che nel Seicento terrorizzavano l’alta Valpantena). Il prodotto finale è di pregio: un bel libro dalle pagine patinate, rilegato e curato nell’impaginazione. La scuola lo ha fatto stampare in un buon numero di copie e l’idea della dirigente scolastica Nicoletta Morbioli è di invitare i ragazzi a mettersi in contatto con i propri sindaci e regalare loro un esempalare del libro.«La tutela del patrimonio è possibile anche grazie all’azione fondamentale della cittadinanza attiva»..

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