Grande Castelvecchio, il Comune riapre la partita

IL CASO La questione è sul tavolo da anni, le ultime amministrazioni hanno sempre «difeso» la permanenza nel sito
Grande Castelvecchio, il Comune riapre la partita
La giunta riprende il dialogo col Ministero per acquisire l’area militare del Circolo Ufficiali e ampliare il museo. Bertucco: «Atto di indirizzo, necessario confronto nei prossimi mesi»

Confronto Nei prossimi mesi si dovrà trovare un accordo fra il ministero della Difesa, proprietaria del Circolo, e il Comune di Verona ad oggi proprietario solamente della pinacoteca
Una questione mai chiusa. Che si protrae da anni senza vedere, nemmeno in lontananza, la parola fine. Almeno sino ad ora. E così il Circolo ufficiali di Verona, a Castelvecchio, torna – di nuovo – al centro del dibattito politico. Con annessa polemica.Al centro del nuovo scontro c’è la recente delibera della giunta che punta a ridar fiato alle trattative tra il Comune di Verona e il Ministero della difesa «per verificare la possibilità, nonché le eventuali condizioni, per l’assegnazione al Comune degli spazi occupati dal Circolo». Spazi che, sempre stando alla delibera, serviranno poi per poterli adibire a «servizi museali ampliati». In sostanza, prendere in mano l’iter burocratico per far rientrare l’ala, dov’è ospitato il Circolo, nelle proprietà del Comune e dar vita al Grande Castelvecchio. Cambiamento «La novità sostanziale», spiega l’assessore al patrimonio, Michele Bertucco, «è che si è passati da amministrazioni che in passato si sono sempre poste in maniera ostativa a una che ha una posizione propositiva». Poi aggiunge: «Quello appena deliberato, infatti, è un atto di indirizzo. Ci dovrà essere un confronto nei prossimi mesi, per questo al momento è difficile dare dei tempi certi. Di sicuro c’è la volontà di risolvere la questione». Il nodo Resta, però, il nodo della nuova sede del Circolo ufficiali. Da un lato, infatti, c’è l’amministrazione che si rende disponibile a trovare una nuova sistemazione. Dall’altra, invece, il consigliere comunale di Fratelli d’Italia (nella passata amministrazione assessore) Marco Padovani che invece parla di «sfratto unilaterale» dei militari. Posizioni lontane, come del resto lo sono state almeno negli ultimi quindici anni fra centrodestra e centrosinistra. L’obiettivo della giunta, ora, è di dare maggior risalto al complesso museale in modo che sia maggiormente accessibile e inclusivo. Anche perché, come si legge nella delibera, «l’attuale sede museale non risponde più adeguatamente alle nuove necessità dei visitatori». Tutte questioni che rientravano nel programma elettorale presentato dal sindaco Tommasi. Che commenta: «È un riprendere il dialogo con il ministero per aprire una collaborazione sul tema degli spazi a Castelvecchio».Gli spazi L’area ora occupata dal Circolo ufficiali è di circa duemila metri quadrati coperti e altri milleseicento all’aperto, nell’ala ovest del complesso. «Si tratta di avere più spazi per mostre e esposizioni in futuro. Ma la questione è anche di adesso, con un museo molto confinato. Ma penso anche a servizio ristorazione oltre a spazi necessari per bookshop e attività connesse», precisa ancora l’assessore. Poi, sulla questione del ricollocamento del Circolo, aggiunge: «Bisognerà trovare una soluzione congrua, di prestigio. E a Verona non manca di certo il patrimonio». Soluzioni Già in passato, nel progetto realizzato dell’ingegner Maurizio Cossato si era paventata l’ipotesi di un trasferimento dell’ex convento di San Giacomo di Galizia, all’ex ospedale militare. Ma oltre a quello si era parlato anche di palazzo Carli, in centro, in via Roma, e pure di una parte dell’Arsenale. «Siamo in una fase di confronto, certo è che serve trovare un accordo tra tutte le parti», conclude Bertucco.La storia La vicenda del Circolo ufficiali torna adesso alla ribalta ma rispetto al passato la novità è il cambio di amministrazione. Erano anni, infatti, che il centrosinistra spingeva sul possibilità di farlo rientrare nelle proprietà del Comune. L’attuale assessore Elisa La Paglia, era il 2016, aveva proposto con una mozione a sua firma che palazzo Barbieri «conquistasse» la parte occupata dal Circolo. Mozione poi caduta in un nulla di fatto. Anche l’attuale assessore Tommaso Ferrari nel 2019 (allora era consigliere comunale) più di una volta aveva portato alla ribalta la vicenda definendola «paradossale» e parlando di una necessità di «marketing territoriale» per sottolineare l’impellenza di dover convertire la sede del Circolo in area museale. Repliche erano arrivate anche allora da Padovani, ribadendo come fosse necessario che il Circolo rimanesse lì dov’è. Nel dibattito era intervenuto pure l’ex sindaco Flavio Tosi appoggiando, a suo dire, il cambio di opinione dell’allora amministrazione Sboarina che, sempre secondo Tosi, aveva fatto «retromarcia» sulla scelta di spostare il Circolo da Castelvecchio. Quattro anni fa, invece, era stata la parlamentare Cinque stelle Francesca Businarolo a presentare un’interrogazione per riunire sotto il cappello del Comune l’area occupata dal Circolo. In quel caso il No era arrivato dalla ministra della difesa Elisabetta Trenta. .

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