Giardini della Bra aperture sull’utilizzo «Non c’è degrado»

IL CASO Dopo l’attacco di Polato per i turisti in cerca d’ombra nelle aiuole della piazza.
Il soprintendente Tinè: «È l’ultimo dei problemi di decoro, quello vero sono le scenografie». L’assessore Ferrari: «Fruibilità e buon senso».

Il soprintendente ad archeologia, belle arti e paesaggio Vincenzo Tiné non ha dubbi: «Turisti all’ombra dei giardini di piazza Bra? Mi sembra davvero l’ultimo dei problemi di decoro della piazza». E Tommaso Ferrari, assessore all’ambiente, di Traguardi, avverte: «Un papà che prende un po’ d’ombra con suo figlio sotto un albero non è degrado».Tra regole, buon senso e qualche apertura. Un piccolo passo indietro. All’ombra…non dell’ultimo sole, come cantava De Andrè, ma delle ennesime giornate africane, turisti tentano di rifocillarsi sul prato dei giardini di piazza Bra. Dove, essendo la piazza sottoposta a vincolo architettonico e paesaggistico, il regolamento di polizia urbana vieta di entrare e di camminare e di sedersi sull’erba. Ed è però scoppiato il caso, come ha riportato L’Arena.Il consigliere comunale di FdI Daniele Polato, all’opposizione, attaccava: «In Bra come sulla spiaggia; a quando sdraio e ombrelloni?», diceva Polato, molto attivo quando era assessore alla sicurezza sul fronte della lotta al degrado. «È forse un anticipo dell’accordo che il sindaco Tommasi sta scrivendo con il soprintendente Tiné?», ironizzava, alludendo al nuovo protocollo per l’uso di Arena e piazza Bra.L’assessore alla sicurezza Stefania Zivelonghi ha però assicurato che «il decoro è prioritario», ma al tempo stesso ha detto che «con questo caldo è più che ragionevole che si cerchi l’ombra». Come dire: non è questo un problema di degrado urbano. Lo stesso Flavio Tosi, consigliere comunale, già sindaco che tra l’altro vietò di consumare cibo nei siti monumentali e installò le panchine “antibivacco”, ha detto che «da sindaco segnalavo le stesse cose, ma i problemi non si risolvono in pochi giorni». Certo il tema ritorna. Verona ha aperto la strada dei prati e parchi fruibili e calpestabili già da anni. Dal parco San Giacomo, in Borgo Roma, a quelli di via Anti, a San Michele, e di Santa Teresa, pure in Borgo Roma, e poi quello attorno alla vasca dell’Arsenale, per citarne solo alcuni. Ci sono casi opposti di giardini, come quelli di Pradaval, in cui su quel poco verde che c’è non si va, ma la frequentabilità dell’area non è proprio ai massimi livelli…«In qualunque città del mondo nei parchi e giardini si può andare, e in diversi anche a Verona, tanto più in questi giorni caldi, e quindi trovato l’equilibrio tra decoro e fruibilità credo che anche qui si debbano fare altri passi avanti», rimarca Ferrari, che da assessore all’ambiente assicura: «Pianteremo più alberi e creeremo nuove aree verdi, per fare in modo che in più zone si possa creare più ombra e penso ad esempio a piazza Isolo».Sul fronte della Soprintendenza, Tiné rimarca che non vede nulla di particolare sul fatto i turisti prendano un po’ di ombra nei giardini di piazza Bra, pur calpestando l’erba. «Francamente non saprei neanche come intervenire visto che, eventualmente, potrebbe diventare un problema di ordine pubblico». Tiné dovrà vedersi, invece, con il Comune la Fondazione Arena, per stilare il nuovo protocollo per l’uso dell’Arena, che comprende anche piazza Bra e le scenografie areniana depositate in piazza. «Quelle sì ostacolano le visione dell’Arena e non dovranno più esserci»..

Luciano Cenna: DECORO URBANO. L’assetto estivo di piazza Bra
Osservo con stupore che l’assetto estivo di Piazza Bra, è praticamente quello di quindici o vent’anni fa. E non è un complimento, il mio, trattandosi di: invasione di tavoli e sedie dei locali del Liston; scenografie degli spettacoli areniani estesi dal vallo ai giardini; serpeggianti code di pubblico fantasiosamente distribuito dal Listone ai cancelli di entrata all’Anfiteatro. E neppure un addetto, o un Vigile che vigili sull’opportunità che le code seguano l’estro ondivago degli spettatori. Eppure, mi sembra che fosse previsto un intervento regolatore affinché i flussi si disponessero ordinati nello spazio esterno al Listone per non creare intralcio al percorso dei pedoni, già costretto a svolgersi nello spazio residuo lasciato dai plateatici, e contemporaneamente a quello dei poveri ciclisti che si ostinano ad attraversare la piazza anche nelle serate d’opera. Ho usato il verbo «stupire», anziché ben altro, per rispetto, non tanto dei minori, che conoscono linguaggi assai più virili, quanto per le persone più avanti nell’età e ai nuovi amministratori per invitarli, tra le tante cose che devono fare, ad occuparsi del caso. Concludo perciò con un ulteriore stupore di soddisfazione, per ora trattenuto, rimandandolo a quando potremo osservare una futura piazza Bra ordinata anche nella stagione degli spettacoli (tra una cosa e l’altra sei mesi).

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