Catullo, decolla il «Progetto Romeo»

LA SFIDA La posa della prima pietra ha dato il via al cantiere del nuovo terminal passeggeri dello scalo veronese, un intervento da 68 milioni. Sarà concluso nel 2024
Ampliate le Partenze, riqualificato il check-in, nuove sale d’imbarco Zaia: «Sarà il principale hub per chi verrà a seguire le Olimpiadi»

La pattuglia acrobatica nazionale durante il passaggio a bassa quota sulla pista del Catullo
Foto servizio Giorgio Marchiori

Sono le Frecce tricolori a suggellare sopra la pista dell’aeroporto Catullo quella che il sindaco Federico Sboarina ha definito «giornata storica». Con la posa della prima pietra, si è infatti dato il via al cantiere del «Progetto Romeo», il nuovo terminal passeggeri dello scalo villafranchese, all’insegna dell’innovazione più spinta, che sarà pronto nella primavera del 2024. La sfida è attrezzare il territorio all’accoglienza di atleti, spettatori e turisti in vista delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Si tratta di un intervento da 68 milioni di euro. La cerimonia si era conclusa, a sorpresa, con un omaggio a Ennio Morricone dell’Orchestra Ritmico Sinfonico Italiana diretta da Diego Basso. Una metafora, spiegano dal palco allestito in un grande hangar, del lavoro di squadra necessario per portare a termine un’impresa di questo genere. «Questo ci insegna a costruire una società a orchestra, dover ciascuno è orgoglioso di dare il proprio contributo», auspica il vescovo Giuseppe Zenti prima di benedire la prima pietra.Il Progetto Romeo rappresenta il principale intervento sul terminal del Catullo previsto dal Piano di sviluppo dell’aeroporto e riguarda la riqualificazione e l’ampliamento del terminal partenze, la cui superficie passerà dagli attuali 24.840 a 36.370 metri quadrati, a cui si aggiungerà la ristrutturazione di oltre 10mila metri quadrati di aree già esistenti. Accolto dal padrone di casa Paolo Arena, presidente di Catullo Spa, a Villafranca arriva anche il presidente della Regione Luca Zaia. «Solo i pessimisti non hanno fortuna», esclama ricordando il drammatico calo di passeggeri a causa della pandemia. E rimarca: «Verona sarà una città olimpica e il principale hub per chi vorrà seguire le gare». Impossibilitato a partecipare, il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, ha inviato un messaggio.Tra i principali interventi previsti c’è la riqualificazione architettonica della hall check-in, dove i banchi accettazione passeranno da 40 a 46 comprensivi di postazioni self check-in e self baggage drop, la creazione di nuove sale d’imbarco al primo piano (dagli attuali 13 ai 19 gates di imbarco in totale) con nuovi torrini, un nuovo sistema Bhs per lo screening dei bagagli da stiva, la realizzazione di nuovi controlli di sicurezza al primo piano, nonché la rivisitazione di tutti i flussi dei passeggeri per migliorare la sicurezza e la godibilità degli spazi.La nuova infrastruttura sarà realizzata, assicurano i relatori nel corso della presentazione del progetto aeroportuale, «in un’ottica di sostenibilità ambientale, alta manutenibilità e risparmio energetico e sarà contraddistinta da un’immagine complessivamente rinnovata del terminal sia per gli aspetti architettonici, che per quelli relativi agli spazi commerciali che amplieranno la loro offerta». Si parla anche di «elevata attenzione all’ambiente e alla sostenibilità grazie alla scelta di tecnologie di ultima generazione e la qualità dei materiali che consentiranno di abbassare significativamente il fabbisogno energetico degli edifici (meno 80mila kWh all’anno grazie al fotovoltaico), di ridurre le emissioni di anidride carbonica di circa settecento tonnellate e di risparmiare complessivamente oltre 1.2 milioni di kWh, che significa anche un risparmio energetico di circa 200mila euro. Inoltre saranno installati 200 moduli fotovoltaici antiriflesso ed è previsto l’utilizzo di un 40 per cento di materiali riciclati e a loro volta riciclabili.Il Progetto Romeo rappresenta anche un grande intervento architettonico pensato per il maggiore confort dei passeggeri e una maggiore fruibilità degli spazi a disposizione con un’area commerciale all’ingresso del tutto nuova e un duty free più ampio. L’appalto principale è stato affidato, tramite gara, al Raggruppamento Temporaneo di Imprese costituito da Itinera (Gruppo Gavio», Leonardo ed Euroimpianti. L’investimento complessivo supera i 68 milioni di euro ed è stato possibile anche grazie all’aumento di capitale di 35 milioni votato lo scorso maggio all’unanimità dai soci della Catullo Spa e che oggi risulta interamente sottoscritto. Molti gli amministratori presenti. Tra i molti volti anche un «pezzo di storia» del Catullo: il gardesano conte Pieralberto degli Albertini che negli anni ’60 dirigeva la società di handling dello scalo veronese. Parte del Polo aeroportuale del Nord Est insieme a Venezia, Treviso e Brescia, l’aeroporto di Verona è gestito dal socio industriale Gruppo Save che nel 2019, prima della pandemia, ha gestito 18,5 milioni di passeggeri..

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