Arriva alla sede di Rete! verso mezzanotte, in via Faccio 25, in Basso Acquar, a piedi,

Arriva alla sede di Rete! verso mezzanotte, in via Faccio 25, in Basso Acquar, a piedi, partendo da
Arriva alla sede di Rete! verso mezzanotte, in via Faccio 25, in Basso Acquar, a piedi, partendo dal centro storico. C’è una marea umana in maglia gialla che lo attende per festeggiarlo. Ma il primo abbraccio, commosso, è per la sua famiglia, per la moglie Chiara Pigozzi e per i sei figli. Sono loro i primi a stringersi a Damiano Tommasi, 48 anni, nuovo sindaco di Verona. E lui, ex calciatore, si fa largo con dribbling e spallette regolari tra la calca. «Quello che è successo a Verona è straordinario, e sono contento di essere parte di tutto questo», attacca Tommasi, nella sua prima dichiarazione da primo cittadino di Verona. Lui nato a Negrar, cresciuto a Sant’Anna d’Alfaedo, in Lessinia, e ora residente in Comune di Fumane, in Valpolicella, al confine con Bure di San Pietro in Cariano.Ma vale uno scudetto, questa vittoria contro il sindaco uscente Federico Sboarina, che si ripresentava per il centrodestra? «È una delle tante tappe della mia vita e credo che questo risultato, per Verona, possa significare molto. Verona è anche questo, ha dimostrato che si può fare politica in modo diverso, senza denigrare l’avversario, ma parlando di futuro, di giovani e sono contento di aver radunato attorno a questo progetto tanta bella gente e mi auguro che questa possa riprendere protagonismo a Verona, perché Verona lo merita». Tommasi, che si presentava per una coalizione composta da Damiano Tommasi sindaco, la sua civica, poi da Pd, Traguardi, Azione Più Europa, In Comune per Verona Sinistra Civica Ecologista, Europa Verde-Demos-Volt, ha vinto con il 53,40 per cento, dopo aver conquistato al primo turno il 39,79 per cento. Tommasi è stato presidente dell’Associazione italiana calciatori, il sindacato di categoria, dopo aver giocato nel Verona, nella Roma, in Nazione, in Spagna e in Cina, poi ha fondato e dirige la Don Milani Middle School. E ieri come 55 anni fa ricorreva la morte di Don Lorenzo Milani, il priore di Barbiana, educatore degli ultimi. A Tommasi lo ha fatto conoscere don Rino Breoni, a lungo parroco di San Nicolò, poi di San Zeno. «Sicuramente non è un caso», dice Tommasi, «don Milani fa parte della mia formazione e lui quando parlava di politica diceva che è uscire insieme dai problemi e questo è stato il segreto della nostra proposta politica». L’entusiasmo sale. Il neosindaco saluta e abbraccia la figlia maggiore, Beatrice, poi ascolta il canto di “Bella ciao” e guarda già avanti. Ai cinque anni che lo attendono a Palazzo Barbieri, ma anche nelle otto circoscrizioni, in sei delle quali la coalizione Rete! ha ottenuto la maggioranza. «Abbiamo scritto una pagina della storia di Verona, ora dobbiamo aprirne subito un’altra e riempirla», dice Tommasi, che dice di aver ricevuto anche una telefonata da Sboarina. «Mi ha detto in bocca al lupo e gli ho detto che ci vedremo presto».Ma dove ha vinto la partita, Tommasi? «L’avevamo già vinta parlando un linguaggio diverso, senza insultare, e questo la gente lo ha apprezzato. La voglia di partecipazione credo sia stata la vera chiave di questa campagna elettorale, Verona è altro rispetto alla nomea che ha e ha bisogno di voltare pagina e da ora cominciamo. Tanti veronesi hanno voglia di partecipare e noi lo dovremo dimostrare con i fatti». Tommasi riporta sempre il tema sulla città, rispondendo alla domanda se quello di Verona sia un messaggio anche al centrosinistra nazionale. Verona, comunque, con Padova che ha confermato Sergio Giordani sindaco, è un’altra città veneta di peso amministrata ora dal centrosinistra.Arriva una telefonata, a Tommasi. È papà Domenico. «Ma non sito gnancora en leto?», gli dice Damiano, scambiando qualche parola con lui. Alla sede ci sono anche i fratelli Alfonso e Zaccaria. Gli altri sono Anita e Samuele, quest’ultimo assessore a Sant’Anna d’Alfaedo. Tommasi rivendica di aver vinto «restando fedele ai nostri valori, rispetto a quello che ho sentito a Verona negli ultimi anni. Verona deve essere ambiziosa, puntare in alto». Ma c’è una persona a cui ha pensato subito, dopo la vittoria? «A mia moglie. A mia moglie, su tutto»

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