Le origini della Festa della Donna

8 Marzo: perché la Festa della Donna si celebra con una mimosa (da “Di lei.it)

 

In molti credono che questo giorno sia stato istituito per commemorare le donne che hanno perso la vita all’interno di una fabbrica di camice di New York proprio l’8 marzo del 1911. Tuttavia, non esistono testimonianze concrete che possano affermare la veridicità di questa leggenda popolare.

La storia della Festa delle Donne è in realtà molto più complessa ed è legata, inevitabilmente, alle battaglie femministe per i diritti delle donne.

Tutto è nato il 28 febbraio, negli Usa, a seguito di una grande manifestazione per il diritto di voto.

A seguito di questo evento il, il Partito socialista americano, scelse di dedicare una giornata alle donne e alla loro importanza all’interno della società.

Tuttavia si dovrà attendere il 1975, anno in cui le Nazioni Unite hanno riconosciuto ufficialmente la Giornata internazionale delle Donne, con data 8 marzo.

Perché l’8 marzo di regala la mimosa?

Anche se molte donne scelgono di non celebrare l’8 marzo e non cedere all’aspetto più consumistico della festa, una mimosa non si rifiuta mai.

Ma perché tra tanti, è stato scelto questo come il simbolo della donna? Ovviamente non mancano leggende anche sulla sua origine. Secondo alcuni, infatti, nei pressi della fantomatica fabbrica bruciata, cresceva proprio un albero di mimosa.

Tuttavia, per scoprire le vere origini di questa tradizione dobbiamo fare un salto indietro nel tempo.

È stata Teresa Mattei, ex partigiana e parlamentare a proporre, nel 1946, di abbinare un fiore alla ricorrenza che fosse economico.

La scelta ricadde sulle mimose, già fiore dei partigiani e delle staffette. Al basso costo della specie, si aggiunse anche il fatto che, nonostante l’apparente fragilità, si trattava di un fiore selvatico facile da trovare nel mese di marzo.

Approvata la proposta all’unanimità, la mimosa è diventata ufficialmente il fiore delle donne. La capacità della specie, di fiorire anche nei terreni più difficili, è diventata una metafora della storia femminile e della resilienza delle donne

Condividi questo post