Antonio Canova

 

Antonio Canova, nel bicentenario della sua morte, è stato oggetto del nostro incontro dì mercoledì primo giugno.

Alcune delle sue opere-“Perseo” “ Ebe” Amore e Psiche” “ Le tre Grazie” “La Venere Italica” “Ritratto celebrativo di Paolina Borghese,” scelte da Claudia Petrucci e da lei descritte nelle loro caratteristiche più salienti, delineano l’affascinante figura di questo artista, che tanto successo ha incontrato nella sua vita.

Tipico rappresentante degli ideali neoclassici, che dominano le arti figurative tra la metà del ‘700 e gli inizi dell’800, il Canova esprime nelle sue creazioni la perfezione, la bellezza e la purezza dell’arte antica con un’attenzione tutta nuova nel rendere più espressivi ed umani volti e atteggiamenti del corpo, assenti nelle statue della mitologia greco romana, a cui egli si ispirava.

La perfezione delle linee, la fluidità dei mantelli e delle vesti, la delicatezza delle superfici nei suoi modelli, nascondono un duro lavoro di ricerca e di minuta misurazione delle proporzioni, imposte dai canoni della bellezza del suo tempo, come testimoniano bozzetti e calchi conservati nel museo di Possagno, a lui dedicato e spiegano la fama di uno scultore che, fin da bambino ha respirato le potenzialità della pietra che il padre e il nonno lavoravano come scalpellini.

Intensa come sempre l’attenzione dei presenti, catturati dall’esposizione appassionata e documentata di Claudia Petrucci.

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