L’ARSENALE NON SI FARÀ PIÙ. CADE ANCHE L’ULTIMA PROMESSA DI SBOARINA

A cinque mesi dalla fine del mandato amministrativo crolla il castello di carte costruito dall’amministrazione Sboarina attorno al progetto di riqualificazione dell’Arsenale. I 18 milioni di euro di contributi statali iscritti a bilancio sono sfumati con la fallita partecipazione del Comune allo specifico bando del Pnrr. Degli altri 10 milioni di euro per il lotto 2 che sarebbero dovuti arrivare dalla discussa quanto inopportuna vendita di Palazzo Montanari non c’è traccia. Restano una chimera anche i 7,9 milioni di euro di fondi privati che avrebbero dovuto concorrere alla riqualificazione del lotto 4 del compendio. Del piano originario restano soltanto i mutui per 8,5 milioni di euro che il Comune dovrebbe attivare nel 2024.
Sboarina si appresta dunque a consegnare alla prossima amministrazione un progetto monco, scritto sulla sabbia, inadatto a rispondere alle aspettative del quartiere, che chiedeva più spazi e del museo di Storia Naturale che resta suddiviso in più sedi. Dopo cinque anni di chiacchiere si deve ripartire praticamente da capo, con l’individuazione di nuove, più solide e realistiche fonti di finanziamento.
Per il gruppo consiliare comunale Pd Verona
Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani

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