«I progetti? Approvati Sui fondi partita aperta»

FINANZIAMENTI EUROPEI L’assessore fa il punto dopo le critiche di inefficienza al Comune
Segala: «Arsenale e Parco della cultura urbana hanno passato l’esame ma ci penalizza il basso disagio sociale. I parlamentari ora ci aiutino»

In attesa dei lavori di recupero Un’area in stato di degrado nel compendio dell’Arsenale austriaco
Viale Colonnello Galliano Rendering del progetto di Parco della cultura urbana

«I nostri progetti? Sono stati giudicati meritevoli di finanziamento, ma siamo stati penalizzati da un indice troppo basso di disagio sociale, in pratica qui si vive troppo bene… È questo il paradosso che ci ha impedito, speriamo momentaneamente, di incassare 19 milioni – al massimo se ne potevano avere 20 – per progetti di rigenerazione urbana». Da dietro la mascherina bianca sorride amaramente Ilaria Segala, assessore all’Urbanistica, che ha convocato una conferenza stampa nella sala Arazzi di Palazzo Barbieri per fornire la sua versione sul mancato approdo in città dei fondi legati al Pnrr. Il Comune di Verona aveva aderito al bando presentando tre progetti: la riqualificazione dell’Arsenale, con una richiesta di 18.268.000 euro, la realizzazione, in viale Colonnello Galliano, del Parco della cultura urbana, per 772mila euro e la ristrutturazione delle scuole Fedeli, a Borgo Milano, per 960mila euro. I primi due progetti sono stati dichiarati ammissibili. Nella graduatoria generale l’Arsenale si è piazzato sulla casella 1.897, mentre il secondo su quella numero 1.898. Le opere ammesse e finanziate sono 1.784, quindi i due progetti veronesi occupano il 69esimo e il 70esimo posto nella classifica di quelli che pur avendo avuto il beneplacito sono stati esclusi dal riparto delle risorse. Non è stato invece giudicato ammissibile il piano di ristrutturazione delle scuole Fedeli. «Ma i fondi necessari sono stai reperiti tramite un altro bando legato alle strutture scolastiche»,  a Palazzo Barbieri, tuttavia, non si abbandonano le speranze. «Abbiamo tre possibilità», sostiene l’assessore, «che ci sia chi non firma perché non ce la fa a chiudere i lavori nei tempi prescritti, che qualcuno dei 60 ammessi “con riserva” venga scartato o che il governo metta maggiori finanziamenti, almeno 600 milioni, sul bando in modo da riassorbire i progetti dichiarati ammissibili». L’assessore Segala respinge, quindi, le critiche di inefficienza della macchina comunale arrivate da vari esponenti dell’opposizione. « Non è questione di progetti belli o brutti e da parte nostra non ci sono stati errori, per cui», aggiunge, «rinnoviamo l’appello ai nostri parlamentari affinché siano sbloccati ulteriori risorse. Già il bando è stato rifinanziato per 300 milioni, vedremo se Verona rientrerà in questa fase». A giocare a favore di Verona, in un eventuale “ripescaggio”, sono i tempi molto stringenti fissati dal bando. «Basti dire», fa sapere Segale, «che i lavori devono essere appaltati entro il 2023, con un 30 per cento di avanzamento al 31 dicembre 2024 e la conclusione entro il 31 marzo 2026. Noi», prosegue, «siamo già pronti con un progetto definitivo all’Arsenale e con un progetto di pre-fattibilità sul Parco e ce la faremmo sicuramente a concludere entro i termini. Non so se altri Comuni possono dire altrettanto, di certo qualcuno non potrà firmare l’accordo»..

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