ARSENALE :Quelle scelte sbagliate

Quelle scelte sbagliate
GIORGIO MASSIGNAN

Finalmente, dopo decenni di abbandono, si sta intervenendo per ristrutturare l’Arsenale austriaco. Ma, da quanto si evince dalle proposte della Pubblica Amministrazione, non sembra che sia stata colta, nel modo migliore, l’opportunità di utilizzare il grande e storico spazio coperto e scoperto, nel centro di Verona, e collegato al museo di Castelvecchio dal ponte scaligero. Dopo la demolizione degli edifici non coevi alla struttura militare asburgica, si procederà con la bonifica ambientale e la ristrutturazione degli edifici storici, la cui destinazione d’uso dovrebbe essere: a) nella palazzina di Comando, le biblioteche museali pubbliche oltre ad attività culturali collegate con il Museo di Castelvecchio. b) Negli edifici della Corte Centrale, i servizi e le funzioni per i giovani, per l’innovazione, la tecnologia, l’arte, la creatività, la sostenibilità, e l’ambiente; oltre ad ospitare eventi, soprattutto quelli artistici dell’Accademia. c) In quelli della Corte Ovest, l’Accademia di Belle Arti, trasferita dall’attuale sede. d) La Corte est ospiterà il mercato urbano, ispirato al modello del Mercato Albinelli a Modena, dove vengono venduti i prodotti alimentari di qualità legati al territorio. La palazzina antistante sarà destinata ad ospitare eventi. Da quanto proposto, ho l’impressione che non si sia considerato l’Arsenale, vista anche la vicinanza al museo di Castelvecchio, come un elemento fondamentale per la realizzazione di un percorso culturale e/o museale che, iniziando dalla Tomba di Giulietta, con il museo degli affreschi, prosegua con la Gran Guardia quale sede congressuale e di esposizioni estemporanee; con il Museo lapidario Maffeiano in piazza Bra; con il museo di Castelvecchio, ampliato anche degli spazi ora occupati dal Circolo ufficiali; per concludersi all’Arsenale, dove potrebbero essere collocati i Magazzini della Cultura che, proprio in questi giorni, i nostri amministratori ci hanno fatto sapere di voler realizzare in un’area naturalisticamente e storicamente molto importante, come quella di Forte Caterina al Pestrino, sulle rive dell’Adige e vicina al Parco fluviale. L’ipotesi di costruire una serie di edifici a forma di L, di cui uno alto 9 metri, su una superficie di 16.000 mq, proprio di fronte al forte austriaco, per poter mostrare, a rotazione, il patrimonio artistico chiuso nei depositi dei musei cittadini, non ha senso. Non comprendo con quale logica si possa decidere di portare le opere d’arte da esporre, in una zona come quella del Pestrino, lontana da tutte le sedi museali e culturali, in un’area di difficile accesso e con una viabilità insufficiente. Certe scelte andrebbero fatte dopo un’attenta valutazione urbanistica. Per questo, a mio modesto avviso, gli spazi dell’Arsenale, collegati al museo di Castelvecchio, sarebbero ideali per ospitare i Magazzini della Cultura e completare così il percorso museale della nostra città  Mentre la zona del forte Santa Caterina al Pestrino, andrebbe ripulita da tutti gli edifici militari più recenti e valorizzata per i suoi aspetti storici e naturalistici. VERONA

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