Arsenale, parrocchia contraria al mercato vicino all’oratorio

MARTEDÌ 18 MAGGIO 2021
RECUPERO MONUMENTALE Una lettera del parroco mette in luce le criticità  di una parte del progetto comunale

Don Zardini: «Favorevoli a una sinergia, senza muro, con verde e spazi per le famiglie» Segala: «Modifiche possibili sui varchi ma per i banchi non c’è un’alternativa praticabile»

Vicini La parrocchia di San Francesco, ricavata in uno degli edifici dell’ex Arsenale FOTO MARCHIORI

La parrocchia di San Francesco d’Assisi, tra l’Arsenale e viale della Repubblica, dice «no» al mercato urbano che secondo il progetto di riqualificazione dell’ex compendio asburgico troverà posto negli spazi della confinante corte Est.In una lunga lettera, inoltrata all’assessore all’Urbanistica Ilaria Segala, alla Curia, alla presidente Paola Bressan e ai componenti della commissione temporanea Arsenale, il parroco don Federico Zardini con il Consiglio pastorale esprimono e motivano le loro criticità.«Si ribadisce la contrarietà per la scelta fatta di ubicare un mercato cittadino a pochi metri dai muri della Chiesa e dell’Oratorio e quindi dalle loro attività», si legge al primo punto. E ancora: «L’attenzione posta a non creare disturbi e interferenze con le attività parrocchiali di fatto ha portato alla conseguenza di lasciare nel “recinto” la chiesa e l’oratorio escludendoli dal compendio dell’Arsenale». La volontà di abbattere i muri di confine e di «dialogare» con il compendio era invece stata inizialmente mostrata dalla parrocchia, ancora nel 2019. Ma a patto che la riqualificazione prevedesse una zona verde, come a Sud, e aree destinate al sociale. Al quarto punto. la lettera infatti rinnova «la proposta di realizzare l’eventuale Mercato urbano in altro ambito», rivedendo il progetto. Nel dettaglio, si legge nella lettera scritta «con uno spirito di massima collaborazione», la proposta è di recuperare «i fabbricati vincolati per un utilizzo con finalità per il sociale e le famiglie, in cui anche le attività della parrocchia possano entrare in relazione diretta e creare una sinergia».«Siamo contenti di aver ricevuto le posizioni della parrocchia prima del progetto definitivo e quindi presenteremo alcune modifiche in vista dell’invio alla Soprintendenza. Per quanto riguarda i varchi fra mercato e parrocchia, l’apertura è positiva: è ciò che abbiamo sempre auspicato. Il muro di confine in cemento armato è brutto e l’augurio è di poterlo abbattere o comunque mitigare», commenta Segala. Quanto al mercato, vero oggetto del contendere, però, non sembrano possibili altre soluzioni. «Sono state fatte con la parrocchia alcune riunioni. Avevamo discusso la possibilità di realizzare il mercato urbano nella corte centrale anziché in quella ad Est ma gli spazi non lo consentono e l’approvvigionamento merci non sarebbe possibile», aggiunge l’assessore. «La riqualificazione di un’area abbandonata può far paura ma bisogna essere lungimiranti: ora quegli spazi sono in mano ai topi», chiude Segala.Intanto, sulla questione che sembra destinata a far discutere, interviene il consigliere di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco. «Il sindaco Sboarina non ha dunque pensato che un mercato cittadino può “creare non pochi disturbi alle attività della parrocchia soprattutto negli orari delle celebrazioni e degli incontri”. Oppure l’ha pensato e ha deciso che non gli importava, visto che nell’ultima commissione il sottoscritto ha espressamente richiesto a che punto fossero i rapporti con la parrocchia San Francesco e gli è stato risposto che c’era una interlocuzione ancora in corso. Ma l’interlocuzione di fatto non c’è; c’è solo contrarietà per soluzioni non condivise e invasive», dichiara Bertucco citando la lettera del parroco. Sul tema, «è urgente, visto lo spirito risoluto ma sempre collaborativo che anima la comunicazione della parrocchia, indire immediatamente una commissione consiliare», chiede il consigliere..

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