Arsenale Oggi

Quattro mesi fa il Comitato Arsenale era stato convocato dalla Amministrazione comunale per un incontro con alcuni dei professionisti incaricati della progettazione definitiva della ristrutturazione dell’Arsenale, oltre che con i rappresentanti politici e tecnici della Amministrazione stessa.
Nell’occasione abbiamo ribadito le nostre linee guida di sempre e cioè la necessità che:
• gli spazi aperti (circa 45.000 m² in pieno centro città) venissero progettati e sistemati, al più presto, come “parco pubblico” ed aperti quindi integralmente, senza limitazioni, ai cittadini;
• le destinazioni d’uso di tutti gli edifici fossero tali non solo da impedire la privatizzazione, di diritto o di fatto, di parte del parco, ma, anzi tali da favorirne la frequentazione;
• il complesso edilizio venisse restaurato rispettandone la valenza storica e, quindi, esaltandone positivamente l’unità formale ed eliminando, quindi, tutti gli edifici impropriamente aggiunti nel ventesimo secolo, caratterizzati tutti da forme modeste ed improprie;
• le procedure per la realizzazione della ristrutturazione del complesso (progettazioni, appalti, lavori) fossero sviluppate nei tempi più rapidi.

A distanza di pochissimi mesi qualcosa si è mosso, in parte positivo (nelle prossime settimane dovrebbe essere aggiudicato un importante intervento di risanamento strutturale di buona parte degli edifici) ma anche, purtroppo, potenzialmente negativo.
Mercoledì scorso (il 17 febbraio 2021) la Amministrazione comunale ha convocato la apposita Commissione Consiliare per ufficializzare la propria prima proposta operativa di intervento.
Nella Corte Est, a pochi metri dalla chiesa di San Francesco, si intende creare un mercato coperto per la vendita di prodotti locali e la ristorazione, tramite la realizzazione di una serie di ristorantini.
Siamo convinti che tale prospettiva, prima di divenire operativa, debba essere approfondita, definita meglio e valutata nelle sue positività e nelle sue negatività.
Poniamo, dunque, a noi stessi, ma soprattutto a chi ha il potere ed il dovere di decidere nel modo migliore per la comunità, una serie di domande:
• come mai il primo intervento, invece che essere, ad esempio, un lotto consistente dell’auspicato parco pubblico (che non costerebbe poi troppo), riguarda un intervento economico che la Amministrazione vuole assegnare a privati per svariati decenni, con il metodo del project financing?
• come mai nel bilancio comunale 2021-2023, l’intervento di realizzazione del parco è l’ultimo fra quelli previsti?
• come mai la Amministrazione comunale ha optato di realizzare nella corte centrale (il vero cuore dell’Arsenale), nello stesso lotto di intervento del mercato coperto, e quindi con il metodo del project financing, una struttura alberghiera, inesistente nella prima delibera di Giunta dell’estate 2018, che ha occupato la metà dell’edificio n.3 (quello vicino all’entrata da Via Todeschini e sviluppo a destra e sinistra dell’ingresso) nella delibera di Consiglio del febbraio 2019 e che, ora, nei disegni mostrati nella Commissione del 17 febbraio scorso, si è esteso al 100% dell’edificio?
• a Verona ci sono troppo pochi alberghi e per questo si continua a programmarne (dall’ex Unicredit di Via Garibaldi a palazzo Bottagisio, a palazzo Montanari ecc. ecc.) o si teme che la gara in project financing, se limitata al solo mercato coperto, non sia sufficientemente appetibile per i potenziali
concorrenti?
• perché nel bilancio comunale non si può o non si vuole stanziare una cifra sufficiente per intervenire in proprio, seppure per passi successivi, ed è più facile favorire l’intervento dei capitali privati (basta guardare la proposta di bilancio 2021-2023 per vedere come per l’Arsenale ci si affidi prevalentemente a finanziamenti privati)?
• il “mercato coperto” sarà costituito da rivendite di prodotti locali, con qualche ristorantino, oppure, al contrario, saranno preponderanti i ristoranti?
• gli ambulanti che settimanalmente da anni sono presenti, con soddisfazione di molti, in Arsenale, che fine faranno?
• è stato fatto uno studio del traffico indotto e quali soluzioni pratiche sono state pensate per
ottimizzare l’intervento, o, piuttosto, tutta l’area è pensata come una isola pedonale alberata e spazio pacifico di svago e di incontro di veronesi e, perché no? di visitatori, ammettendo solo in ore precise il carico e lo scarico dei prodotti da vendere o cucinare?

• come mai l’accesso pedociclabile al mercato coperto è stato pensato dalla sola via Cappellini (una strada stretta ed a senso unico) costringendo, di conseguenza pedoni e ciclisti ad entrare dall’entrata/uscita del parcheggio interrato, in situazione probabilmente pericolosa, ma certamente oltremodo scomoda?
• come mai è stata abbandonata l’idea, contenuta nelle linee guida, elaborate dai consulenti del Politecnico di Milano, dopo ampia consultazione dei cittadini, ed approvate dall’Amministrazione già due anni fa, che prevedeva l’abbattimento del muro di cinta costruito negli anni ’50 del secolo scorso, quando con la costruzione di Viale della Repubblica venne tagliato l’angolo N-E dell’Arsenale?
• tale ampia apertura non doveva servire a favorire la penetrazione nell’Arsenale e la fruizione più
ampia dei suoi edifici e dell’ampio parco urbano che dovrebbe essere realizzato (oltre che essere accesso diretto al mercato coperto)?
• quali accorgimenti si pensa di adottare per garantire alla vicinissima Parrocchia di San Francesco la necessaria armonia ambientale, la necessaria lontananza da rumori e dagli “effluvi” delle cucine dei ristoranti? e come, contemporaneamente, si pensa di rendere permeabile l’accesso alla chiesa rendendola parte integrante del nuovo complesso, aperto ai cittadini, anziché una cittadella confinata ed, in qualche modo, avulsa da ciò che la circonda?
• come è stata pensata la gestione di un mercato (di fatto privato) all’interno di un complesso pubblico con destinazioni plurime, ma con la necessità di una conduzione sostanzialmente unitaria, ad esempio al fine di attuare iniziative simbiotiche?
• perché, pur in presenza di edifici di superficie totale di quasi 20.000 metri quadrati, si vuole mantenere in piedi o, molto più probabilmente, demolire e ricostruire (per ubicarvi il mercato coperto) gli unici fabbricati relativamente recenti, di superficie all’incirca 2.000 metri quadrati, di assai scadente qualità (sono ormai dei ruderi) e, come si dice in gergo familiare, “un vero pugno in un occhio” in un complesso monumentale quale quello dell’Arsenale?
• perché la corte Est, liberata dalla presenza di tali edifici impropri, non viene sistemata a verde, piantumata ed opportunamente arredata, valorizzando il restauro del complesso asburgico, ampliando di diverse migliaia di metri quadrati il parco pubblico e attuando nel contempo una amena zona a cerniera fra gli edifici dell’Arsenale e la chiesa di San Francesco?
• perché, qualora si ritenga comunque positivo realizzare il mercato coperto, non si pensa veramente e concretamente a possibili soluzioni alternative?
Ed infine, per chiarezza, vogliamo ribadire che la priorità del parco pubblico è condizione imprescindibile per il recupero dell’Arsenale.
IL COMITATO ARSENALE

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