Arsenale museo «smart» dei tesori d’arte nascosti

IL MAXIRECUPERO. Ultimato il progetto di riconversione della palazzina di comando del complesso militare asburgico
In mostra 500 quadri e collezioni e migliaia di libri, con laboratori e multimedialità. Briani e Rossi: «Nuovi spazi per cittadini e turisti»
ENRICO GIARDINI

Centinaia di quadri, sin qui mai esposti al pubblico. Migliaia di libri, collezioni di botanica e reperti sinora mai visti, in quanto contenuti nei depositi. Il tutto in spazi attrezzati con laboratori e impianti multimediali, per consentire le visite a un pubblico vasto e articolato. Dai turisti ai cittadini veronesi, dagli studenti ai ricercatori. È un museo-deposito, aperto a tutti. È quanto l’Amministrazione comunale collocherà alla palazzina di Comando dell’Arsenale – la cui facciata di ingresso guarda il ponte di Castelvecchio – che verrà ristrutturata e riconvertita come l’intero complesso militare asburgico che diventerà l’Ars District, la cittadella dell’arte.L’obiettivo, come illustrano l’assessore alla cultura Francesca Briani, con la direttrice dei Musei civici Francesca Rossi e la consigliera comunale Paola Bressan presidente della commissione temporanea sull’Arsenale, è valorizzare il patrimonio artistico cittadino. Ma anche potenziare un servizio, come quello delle biblioteche specialistiche, molto richiesto dai fruitori, ma penalizzato da spazi fino a oggi inadeguati.La linee guida per la futura palazzina di Comando emergono dal progetto definitivo di riconversione, a cui hanno lavorato gli uffici dell’urbanistica insieme ai professionisti di Politecnica. Frutto inoltre del confronto con il settore Cultura e la direzione dei musei civici.Di fatto la palazzina di comando diventerà una espansione del vicino museo di Castelvecchio, ma conterrà anche le collezioni del museo di Storia naturale. Come illustrano Briani e Rossi, gli spazi disponibili sono di circa 2.200 metri quadrati, su due piani. «La zona ovest del piano terra sarà riservata alle biblioteche specialistiche del Museo di Castelvecchio e della Galleria d’arte moderna», dicono, «mentre la zona est a quelle del Museo di Storia naturale, con le sezioni di zoologia e botanica». Ci saranno poi sala conferenze spazi per incontri, soprattutto aperto ai giovani. Al piano terra la caffetteria, sale lettura, negozio di libri, aule didattiche con postazioni informatiche, oltre naturalmente ai locali di servizio come guardaroba e bagni.«Il museo deposito sfrutterà gli spazi del primo piano della palazzina e ospiterà dalle 300 alle 500 opere, alcune delle quali mai esposte prima d’ora. È l’identità veronese», dice la Rossi. «Saranno percorsi più snelli rispetto a quelli delle tradizionali esposizioni, con temi che stimoleranno i visitatori a scoprire intere collezioni, la loro provenienza e il legame con la città». Il progetto definitivo è in fase di chiusura per tutto il complesso dell’Arsenale a cura dell’Ati Politecnica. «Nel frattempo il cantiere va avanti. Dopo le demolizioni a gennaio degli edifici non vincolati, ora tocca al rifacimento dei tetti, per i quali la commissione sta decidendo l’impresa appaltatrice in questi giorni», ricorda la Bressan.Va ricordato che in un’altra parte dell’Arsenale troverà spazio anche l’Accademia d’arte che, come sottolinea l’assessore Briani, «pure interagirà con tutto il resto dell’Arsenale, con il denominatore comune l’arte e la cultura».Nel futuro Arsenale ci saranno poi un parco pubblico e anche un mercato al coperto. «Le diverse e specifiche funzioni ci impongono di procedere per fasi, con i restauri», dice l’assessore all’urbanistica Ilaria Segala. «Tuttavia andiamo avanti spediti, procedendo parallelamente su diversi piani, in modo da accorciare il più possibile i tempi per raggiungere l’obiettivo prefissato, cioè un Arsenale completamente riqualificato e che rimarrà pubblico»

Condividi questo post