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Le nuove trasformazioni della città di Londra

19 Aprile 2017

Le nuove trasformazioni nella città di Londra a cura dell'arch.L.Calcagni

La città di Londra offre dal punto di vista architettonico uno degli esempi più significativi di trasformazione di aree urbane non più utilizzate per gli scopi per cui erano state create.
La 'area dei Doks lungo il Tamigi, infatti, un tempo bacini di attracco per le navi che effettuavano scambi commerciali con l'India e con il resto del mondo, a partire dalla fine del secondo conflitto mondiale,  sono stati oggetto di una attenta analisi ai fini di un recupero alternativo resosi necessario sia dalla perdita di innumerevoli posti di lavoro, sia dall' impossibilità per navi di grande pescaggio, strutturate per containers, di percorrere il fiume.

Infatti, il fondale troppo basso del Tamigi e l'evolversi dell'economia mondiale, non potevano che provocare il loro lento abbandono .

A tale scopo viene istituito un centro di studi urbanistici che nel corso degli anni ha promosso e promuove interventi qualificati, favorendo un recupero intelligente di parti del tessuto urbano dismesse.

La "lungimiranza britannica", osserva l'architetto, documentando il tutto con foto, mappe e piantine d'epoca, ha saputo valorizzare gli ambienti dismessi della città, mantenendo le strutture preesistenti.

Sono riusciti a creare quartieri che costituiscono modelli per tutto il mondo con destinazione prevalentemente nel settore finanziario che in quest'ultimo periodo ha goduto di enorme sviluppo.

Spesso le costruzioni si affacciano sugli antichi bacini d'acqua, utilizzati ora come ripari di barche da diporto, conferendo un'atmosfera quasi marina che rende questi luoghi molto prestigiosi e frequentati prevalentemente da giovani generazioni.

Non manca neppure un piccolo aereoporto privato, esclusivo per business jets, usato prevalentemete da uomini d'affari che possono così atterrare a pochi passi dalla city.

I magazzini dismessi esternamente sono rimasti pressochè inalterati, mentre gli interni sono stati recupertati come abitazioni, anche di lusso, e costituiscono una zona molto, ricercata della città.

La relazione, arricchita dalle foto scattate personalmente dall'architetto e illustrate con passione è seguita da tutte noi con grande interesse.

Per finire l'architetto ci ha descritto con interessanti particolari le le seguenti avveniristiche costruzioni

di Norman Foster "Gerkin", un grattacielo carattarizzato da un aspetto elicoidale che spicca sulla parte destra del Tamigi

e del nostro Renzo Piano "shard" (scheggia).

Quest'ultimo, sia per i riflessi del cielo, sia per i geniali accorgimenti adottati (sfasatura e inclinazione dei piani) dà realmente l'idea di una punta di cristallo spezzata ed è stato molto apprezzato anche dagli Inglesi.

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Grattacieli dalla forma insolita che sono stati inseriti genialmente nell'architettura preesistente, conferendo all'insieme immagini di grande impatto e meraviglia.


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