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Il Giorno del Ricordo

1 Febbraio 2017

a cura di Anna Rismondo e Tullia Manzin

Giorno del Ricordo, dedicato alle vittime delle foibe e all'esodo Giuliano Dalmata, del tutto privilegiato per noi, grazie alla presenza presso la nostra sede di due signore, esuli istriane e oggi nostre concittadine, membri significativi dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia: Anna Rismondo e Tullia Manzin, costrette a lasciare la loro terra d'origine, l’Istria in età infantile.

I loro ricordi accorati, ma nitidi risalgono ai lontani anni quaranta, quando le sorti infauste della guerra avevano segnato il passaggio di terre da sempre di cultura italiana alla mercé del maresciallo Tito e dell'esercito slavo. 350.000 cittadini lasciano dall'oggi al domani la loro casa, i loro beni, i loro cari sepolti, incalzati da ogni sorta di soprusi, di minacce, alcuni portando con se ‘un semplice bagaglio di 20 chilogrammi.

“Rivedo ancora-dice Anna, bambina di circa quattro anni, attraverso la finestra della casupola in cui abitavamo, dopo essere stati spogliati di tutti i nostri averi, le efferatezze, i gesti brutali subiti da amici, parenti…sparizioni improvvise di cittadini onesti, dopo processi sommari, colpevoli soltanto di essere italiani ed arbitrariamente ritenuti fascisti e quindi nemici del popolo slavo, che si identificava nell'ideologia comunista.

La commozione ci coinvolge; è quasi percepibile anche in mezzo a noi…si scusano quasi le due relatrici sottolineando che la verità può essere molto dolorosa, ma essa è necessaria anche per rendere migliore il mondo. Ricordi tremendi (aggettivo ricorrente nei loro vissuti), quasi indicibili, che evocano morti strazianti nelle foibe (ne sono state identificate 1700),ricordi rimasti sopiti per molto tempo, quasi relegati nel profondo dell'animo, che hanno tuttavia alimentato in ognuno una forte dignità con la spinta a lottare in silenzio per un'esistenza migliore nei paesi d'accoglienza, pur nella difficoltà di sentirsi e di essere considerati diversi, quasi profittatori, profughi e fascisti.

Anna e Tullia hanno vissuto sulla loro pelle situazioni di disagio, episodi di diffidenza al limite del razzismo anche nella nostra città, che reca tuttora testimonianza di luoghi che avevano offerto abitazioni fatiscenti, veri e propri ghetti alle comunità di Istriani.
Per tutti noi tutto ciò costituisce un monito alla riflessione e all'impegno personale perché fatti simili non debbano più accadere.


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