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Così il Polo Confortini è diventato operativo.

L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA 29/04/2011 SPECIALI Pagina 28

LA SUA ATTIVAZIONE È UN PASSO FONDAMENTALE CHE SI INSERISCE NEL PROGRAMMA DI RINNOVAMENTO DELL'AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITARIA INTEGRATA DI VERONA.

Il nuovo "Polo Chirurgico Confortini" consente l'accentramento delle unità operative a vocazione chirurgica, sia per quanto riguarda le degenze ordinarie, che per le terapie intensive e semintensive (Generali, di Cardiochirurgia, Neurochirurgia, per i trapianti, il Centro Ustioni), più la Stroke Unit (per il trattamento precoce dell'ictus) e l'UTIC (per il trattamento precoce dell'infarto miocardico); un grande Poliambulatorio (inclusa una piastra Endoscopica multidisciplinare) e il Pronto soccorso, e consentirà la realizzazione delle opere necessarie nelle successive fasi del programma di riqualificazione del presidio di Borgo Trento.
Il Gruppo Operatorio viene ottimizzato attraverso la centralizzazione dell'organizzazione e si giova della complanarità con l'area d'emergenza. Sono previsti ingressi separati ! per i pazienti diurni, collegamenti dedicati con le aree di degenza intensiva e con gli altri settori di ricoveri, per lo spostamento dei pazienti. Sotto il profilo tecnologico, il personale opererà con l'assistenza di un evoluto sistema di integrazione della strumentazione e delle riprese audio-video in sala, utilizzando fra l'altro monitor touch screen, a parete e sul campo operatorio, come interfaccia per la gestione delle apparecchiature e delle telecamere.
Borgo Trento è l'esempio classico di come venivano costruiti gli ospedali a metà anni 50. Un “padiglione” è un luogo fisico nel quale si forniscono tutti i livelli di assistenza per una specialità, da quella più intensa (sala operatoria e terapia intensiva), alla degenza ordinaria, all'assistenza ambulatoriale. Quindi un'assistenza che ruota intorno al medico, in cui lo specialista è al centro e tutto il resto ruota intorno alla sua prestazione. Il nuovo Polo Chirurgic! o è organizzato, invece, per intensità di cure e qui! ndi colloca al centro il bisogno di salute differenziato del paziente. I pazienti che hanno bisogno di cure intensive hanno a disposizione un intero piano nel quale convergono le diverse competenze specialistiche: da quelle del rianimatore a quelle dello pneumologo, al chirurgo sempre più “superspecialista” o ancora al nefrologo per il paziente che ha bisogno di supporto dialitico. Quindi i diversi specialisti si concentrano in un punto dove ci sono le tecnologie e l'esperienza infermieristica necessaria per affrontare i bisogni di assistenza e vengono favoriti gli scambi interprofessionali.
I pazienti che invece necessitano di assistenza ordinaria possono essere assistiti in tre piani con moduli da 40 posti letto circa, dedicati esclusivamente all'assistenza in ricovero ordinario o in week hospital, più un modulo dedicato all'attività di giorno.
Ovviamente l'innovazione è forte, e le difficoltà nella fase di transizione non mancan! o, sia per i pazienti che per i professionisti. Come vengono affrontate tali difficoltà? Innanzi tutto con lo studio attento delle esperienze già maturate in altri grandi Ospedali del Paese e all'estero: il fatto che molti medici di Verona abbiano frequentato i centri più importanti al mondo per le diverse specialità, fa sì che anche le novità organizzative ora introdotte e fortemente innovative, facciano già parte del nostro patrimonio culturale.
Resta fondamentale la gradualità: la scelta operata è stata quella di introdurre nel momento del trasferimento solo le novità indispensabili, e cioè quelle legate alla fisicità dei luoghi (ad esempio: la separazione fra attività di degenza e attività ambulatoriale) o considerate strategiche (ad esempio: la completa separazione fra sedute operatorie dedicate all'urgenza e sedute operatorie programmate); il completamento del processo avverrà gradualmente ! in diversi mesi
I Dipartimenti ad Attività Integrata (D.A.I.) c! ostituiscono ora la struttura organizzativa fondamentale dell'Azienda Ospedaliera Università Integrata. Tali Dipartimenti sono stati articolati in Unità Operative, ossia equipe di medici, con il compito di garantire le attività di diagnosi e cura, sotto la responsabilità di un Direttore di Unità Operativa (il vecchio “Primario”) e in Moduli di Attività, caratterizzati da uno spazio dotato delle tecnologie necessarie, in cui lavorano professionisti sanitari con il compito di garantire le attività di assistenza e il supporto al personale medico, coordinati da un Coordinatore di Modulo (il vecchio “caposala”).
Pier Paolo Benetollo

 

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12 Novembre 2009 BORGO TRENTO - Verona